Palazzo difforme dal progetto, quattro sotto inchiesta

L’AQUILA. La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta a carico di 4 persone sulle modalità di realizzazione di un edificio in via Scarfoglio nel quartiere Torrione. Secondo l’accusa, sulla...
L’AQUILA. Qualche giorno fa la notizia dell’arresto del numero uno di Transcom Roberto Boggio e delle dimissioni del direttore generale dell'Inps Massimo Cioffi. Ora a far temere per il futuro dei 560 operatori del call center Lavorabile di Pettino, che fino al 31 dicembre gestisce in subappalto la commessa Inps-Inail-Equitalia finita nell’inchiesta che vede coinvolto Boggio, è il nuovo bando per l’affidamento del servizio, i cui criteri sono stati pubblicati sul sito istituzionale dell’Inps. A lanciare l’allarme è Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione Lavori@mo per L’Aquila, nata per tutelare i 1800 addetti aquilani del settore dei contact center. Sulla vicenda, che rischia di far aprire un nuovo dramma occupazionale in città, intervengono anche la senatrice Stefania Pezzopane, che annuncia un’interrogazione parlamentare, e il gruppo consiliare di Noi con Salvini, che sollecita l’applicazione della clausola sociale, per permettere la salvaguardia dell’attuale personale. Il call center di Pettino, dove il 25% degli operatori è disabile, gestisce la commessa per conto di Transcom dal 2010: il servizio, scaduto lo scorso 15 giugno, è stato prorogato fino al 31 dicembre in attesa della nuova gara. L’Inps ha illustrato i criteri di aggiudicazione, relativi ai volumi di traffico telefonico attuali, pari a 1.900.000 contatti al mese. «L’aspetto allarmante» spiega Cretarola «riguarda la determinazione dei punteggi relativa al lotto comprendente il servizio operatori e infrastruttura a supporto: 60 punti su 100 per l’offerta economica e 40 punti su 100 per l’offerta tecnica. Poiché tale servizio è costituito per il 95% dal costo del lavoro degli operatori, questa decisione comporterebbe una gara giocata quasi esclusivamente sul massimo ribasso del costo del lavoro, anche al di sotto dei minimi contrattuali e di legge, rischiando di penalizzare drasticamente la quantità e soprattutto la qualità del servizio». Per Cretarola, la conseguenza potrebbe essere «escludere totalmente la valutazione dei requisiti professionali degli operatori in un’attività che richiede una notevole preparazione ed esperienza professionale, per la quale lo stesso Inps ha speso ingenti risorse economiche in formazione continua e certificata degli addetti. Tale scelta è incomprensibile e inaccettabile».(r.s.)
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