Palazzo Margherita da riaprire Dubbi anche nella maggioranza

Dopo la previsione della fine dei lavori fissata a marzo 2022 reazioni non soltanto dall’opposizione De Santis (Idv): «Ancora annunci e si pagano fitti passivi salati». Bontempo (Lega): «Troppi ritardi»
L’AQUILA. Preoccupazioni bipartisan sui ritardi per Palazzo Margherita. «Dopo 11 anni e 11 milioni, ancora annunci di imminente fine lavori, mentre si continuano a pagare fitti passivi salati».
le reazioni
A tornare sul problema della mancata ricostruzione di Palazzo Margherita, la storica sede del Comune, che dovrebbe tornare ad aprire i battenti la prossima primavera è Lelio De Santis, capogruppo in consiglio comunale di Cambiare Insieme-Idv. «Dopo annunci e rinvii, imprevisti e contestazioni, la giunta comunale annuncia che entro marzo 2022, cioè in piena campagna elettorale, Palazzo Margherita sarà riconsegnato e potrà tornare a ospitare gli uffici di rappresentanza. L’auspicio è che questa sia la volta buona e che non ci siano altri intoppi ingiustificabili, ma il dubbio è legittimo, visto che deve ancora essere redatto il Piano antincendio, stranamente non previsto prima». Una preoccupazione condivisa anche dal consigliere comunale della Lega, Luciano Bontempo: «Una volta che verrà ricostruito il palazzo, se la torre civica resterà pericolante l’edificio sarà difficilmente fruibile. Inoltre, i lavori procedono molto lentamente, sono saltati tutti i cronoprogrammi, senz’altro l’auspicio di tutti è che la scadenza della prossima primavera possa essere rispettata, ma ancora sul palazzo ci sono le impalcature, mancano le finestre, sono a conoscenza di ritardi per quanto riguarda i materiali, all’interno poco è stato fatto. Mi sembra ottimistico, se non surreale, che il palazzo possa tornare fruibile a breve».
FITTI PASSIVI
Intanto, «si continuano a pagare circa 1.200.000 euro per fitti passivi, esattamente come nel periodo post-sisma, nonostante che nelle casse comunali ci siano 35 milioni per realizzare la sede unica, come voluto dalla giunta Cialente, o più sedi diffuse, come annunciato dalla giunta Biondi: la verità è che l’amministrazione comunale non è stata capace di fare né l'una né l’altra cosa», incalza De Santis. «Più comodo dare ordine di pagare che dare un indirizzo chiaro sul futuro delle strutture comunali in grado di ospitare le attività amministrative e di offrire servizi ai cittadini». Anche Bontempo parla, d’altro canto, di «tempi irrispettosi con una logica moderna di ricostruzione. Siamo abbastanza sfiduciati», conclude. «Credo che la parte politica debba essere assolta da responsabilità, ma non può esserlo quella tecnica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

