Palazzo Margherita, parte l’ultimatum alle imprese

Il vicesindaco Daniele: basta coi ritardi, i lavori vanno completati entro marzo
L’AQUILA. «Entro marzo palazzo Margherita deve essere fruibile». A dettare i tempi di uno dei cantieri più travagliati della ricostruzione pubblica della città nel post terremoto è il vicesindaco, Raffaele Daniele, che nei giorni scorsi ha avuto un incontro con la direzione dei lavori e le ditte che si stanno occupando dell’opera. «Ho dato a tutti un ultimatum» ha spiegato Daniele. «La casa del Comune deve essere riaperta per primavera. Non è possibile che ci siano ulteriori ritardi su un cantiere che ha aperto già da anni».
I RITARDI
A scatenare la polemica, nei giorni scorsi, un sopralluogo avuto dal consigliere comunale della Lega, Luciano Bontempo, che aveva ravvisato “gravi ritardi” nel cantiere. «C’è difficoltà di reperimento di materiali, ancora non sono stati fatti i massetti, i pavimenti e i rivestimenti», aveva detto Bontempo. «Anche i rappresentanti delle ditte aggiudicatrici dell’appalto sono scettici sulla possibile riconsegna nei tempi stimati».
ENNESIMO RINVIO
Sarebbe questo l’ennesimo rinvio: partito nel 2017, l’intervento di ristrutturazione di palazzo Margherita sarebbe dovuto terminare due anni dopo, ma intoppi tecnici e rinvenimenti nel sottosuolo hanno fatto slittare inizialmente al 2021 il taglio del nastro, poi rimandato alla primavera del 2022. Il cantiere, per un valore di circa 11,7 milioni di euro, è stato appaltato dopo una gara con un ribasso del 26%, a un raggruppamento temporaneo di imprese composto dall’aquilana Digimastri e dalle ditte campane Samoa e Sepe. L’intervento è stato finanziato, in parte, del Credito cooperativo italiano, che ha raccolto 6,5 milioni.
L’IMPEGNO FORMALE
Durante la riunione (a cui hanno partecipato il direttore dei lavori Marta Fiorelli, il rup Mario Di Gregorio, i rappresentanti delle ditte e il capo dipartimento Tiziano Amorosi), Daniele ha chiesto «un impegno formale per la riconsegna del Palazzo entro marzo. Dopo tanti anni non è più possibile procrastinare» ha spiegato. «Portare a termine questo cantiere prima delle prossime elezioni è un’esigenza dell’amministrazione».
L’ANNIVERSARIO
D’altro canto, nel 2022 ricorreranno i 500 anni dalla nascita di Margherita d’Austria, la duchessa e governatrice dei paesi bassi spagnoli, a cui è intitolato il palazzo. Margherita nacque a Oudenaarde, nelle Fiandre, a luglio del 1522 dall’imperatore Carlo V e dalla sua amante Giovanna van der Gheynst, figlia di un lavorante di arazzi. Il 500 fu un periodo di decadenza per L’Aquila, gravata da una spietata dominazione spagnola. Sul finire del secolo, però, il ritorno in Italia di Margherita, divenuta governatrice degli Abruzzi, diede vita a un nuovo momento di splendore. «Sarebbe un assurdo festeggiare l’anniversario non avendo la disponibilità del Palazzo a lei dedicato», tuona il vicesindaco.
LA TORRE CIVICA
Intanto, sono in dirittura d’arrivo i lavori per la messa in sicurezza della torre civica di palazzo Margherita, da cui lo scorso 2 febbraio, sono caduti alcuni calcinacci che hanno comportato la chiusura di tutta l’area, ancora oggi inaccessibile. Dopo nove mesi da quel giorno, si è deciso di imbragare il manufatto con una rete metallica. «In questi giorni ho reperito le risorse necessarie per i lavori di restauro della torre», assicura Daniele, «un milione e 800mila euro che saranno inseriti nel prossimo bilancio». La giunta ha approvato nei mesi scorsi una variante da 4 milioni di euro al progetto di ristrutturazione (11,7 milioni di euro), a cui dunque si aggiungeranno i fondi per la torre che, però, sarà restaurata solo in un secondo momento rispetto a palazzo Margherita.
RIAPERTURA AL TRAFFICO
Intanto, l’obiettivo a breve termine è rendere fruibile la zona e riaprirla al traffico. In particolare, nel giro di qualche giorno, dovrebbero essere transitabili sia via Cavour che via delle Aquile. Le ditte impegnate nei lavori, inoltre, hanno assicurato una riduzione dell’area di cantiere che garantirà una maggiore fruibilità di piazza Palazzo, oggi occupata da mezzi e materiali per quasi un terzo della sua area.
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