Palazzo Margherita spetta al Comune

8 Febbraio 2015

Lo ha deciso la Corte di Cassazione al termine di una controversia con la Provincia durata 45 anni

L’AQUILA. La Corte di Cassazione ha deciso, una volta per tutte, che la proprietà di Palazzo Margherita, in attesa di ristrutturazione dopo il sisma, spetta al Comune, che lo detiene come municipio, e non alla Provincia.

La contesa è durata 45 anni e il ricorso in Cassazione fu presentato nel 2010.

La controversia fu avviata intorno al 1970 quando Palazzo Margherita, che fino a quell’epoca aveva ospitato gli uffici giudiziari, venne consegnato al Comune che vi insediò la propria sede principale. Gli uffici giudiziari, infatti, traslocarono nell’attuale palazzo di giustizia di via XX Settembre, anch’esso inagibile dopo il sisma ma in fase di ristrutturazione per una spesa prevista di 30 milioni. Si spera di poterlo riattivare nel giro di un paio di mesi.

La Provincia avanzò la richiesta di proprietà dell’importante palazzo sulla scorta di vecchie documentazioni per le quali inizialmente, tramite una prima sentenza, le fu affidato anche se poi il Comune non abbandonò mai quei locali. Alla base della richiesta il fatto che diversi decenni orsono gli edifici giudiziari dipendevano funzionalmente dalla Provincia, un po’ come adesso si verifica per le scuole.

Ci furono diversi anni di totale stallo della controversia anche se intorno alla fine degli anni Ottanta il compianto consigliere provinciale Italo Grossi ribadì pubblicamente con toni molto forti l’opportunità che il Comune dell’Aquila rilasciasse spontaneamente il palazzo ma le sue richieste caddero nel vuoto.

Nel frattempo ci fu il ricorso in appello inoltrato dall’ufficio legale del Comune al fine di ottenere una volta per tutte la proprietà dello storico edificio. Si sono poi susseguite nel tempo moltissime udienze al termine delle quali venne disposta una perizia affidata a un religioso le cui conclusioni, in 350 pagine, hanno fatto pendere la bilancia a favore del Comune annullando la lontana condanna al rilascio dei locali emessa in primo grado: una sentenza che comunque non era esecutiva.

Ora la sentenza della Cassazione chiude il caso. Non va nemmeno dimenticato che la Provincia va verso la dismissione e questo edificio risulta importante per l’economia organizzativa del Comune.

(cr.aq.)

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