Palazzo Margherita, variante per i lavori

3 Novembre 2019

All’attenzione del Comune e del Genio civile la torre civica e le parti medievali da salvare

L’AQUILA. L’intervento strutturale sulla porzione più ampia di Palazzo Margherita, sede municipale fino al 6 aprile 2009, è terminato. Definito anche il progetto di variante relativo all’ala che affaccia su via delle Aquile e piazza dei Gesuiti, dove è stato rinvenuto l’impianto medievale di una preesistente edificazione, che la Soprintendenza intende tutelare. A giorni la variante, che riguarda anche i lavori da effettuare sulla Torre civica, che nel tempo ha subìto un’ulteriore rotazione, sarà presentata agli uffici tecnici del Comune e al Genio civile per la definitiva approvazione. Un via libera atteso entro l’anno. A dettare le scadenze è Mario Di Gregorio, responsabile unico del procedimento, che ha annunciato il completamento dell’opera di consolidamento delle murature e delle volte. «Adesso», spiega, «l’impresa sta lavorando al pacchetto di copertura e all’isolamento del tetto». La ristrutturazione dell’edificio prosegue su due binari separati. «L’ala del palazzo che guarda verso via delle Aquile», spiega Di Gregorio, «è oggetto di una modifica progettuale tesa a conservare le preesistenze rinvenute durante i lavori, che non possono essere rimosse e, con molta probabilità, saranno valorizzate mantenendole a vista. Una variazione importante riguarda il nuovo corpo scale, con relativo ascensore, che sarebbe dovuto sorgere vicino alla Torre civica: la scala non potrà essere realizzata come da progetto, partendo dalla fondazione, ma verrà “appesa” alla muratura circostante. Sarà più leggera, realizzata forse in acciaio». Modifiche inserite nella variante di progetto che Comune e Genio civile dovranno approvare nel più breve tempo possibile, per non imporre una nuova battuta d’arresto al percorso di ristrutturazione dell’ex sede municipale, la cui riconsegna alla città era prevista a fine 2019. Scadenza posticipata di un anno.
«La variazione di intervento», sottolinea Di Gregorio, «riguarda la Torre civica dove, a causa dello spostamento progressivo registrato finora, andrà effettuato un adeguamento strutturale molto più incisivo di quanto rilevato nel progetto iniziale. Nella stessa variante abbiamo inserito anche l’intervento sulla porzione interessata dalle preesistenze medievali. La riconsegna dell’edificio slitterà di un anno, a fine 2020». Prosegue, invece, in coerenza col progetto iniziale e nel rispetto della tabella di marcia, l’adeguamento della parte più ampia del palazzo, dove saranno realizzati due corpi scala per collegare il piano terra con il primo e secondo piano. L’importo complessivo dell’opera, eseguita dall’aquilana Digimastri e dalle campane Samoa e Sepe, è di 11 milioni e 200mila euro. 6,5 milioni sono stati donati dal Credito cooperativo italiano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA