Palazzo Mazara nel degrado, c’è un esposto

25 Luglio 2018

L’avvocato Colaiacovo, comproprietario dell’immobile, contesta le scelte dell’amministrazione

SULMONA. Torna in tribunale il restauro di palazzo Mazara, nel degrado e chiuso da mesi dal Comune perché inagibile. A portarcelo l'avvocato Vincenzo Colaiacovo, comproprietario dell'antico immobile forse il più prestigioso della città. Colaiacovo non ci sta ad assistere al decadimento dello storico edificio e punta il dito contro l’amministrazione comunale colpevole di ritardare l’intervento di restauro e di messa in sicurezza. «Più che gli effetti del tempo e dei terremoti la decadenza del palazzo è dipesa in parte da disattenzione e in parte da volute scelte amministrative prive di logica o addirittura dannose», afferma Colaiacovo, «dopo la coraggiosa scelta della giunta presieduta da Antonio Trotta nella seconda metà degli anni Settanta, che reperì i fondi e rese operativo il progetto di restauro, il Palazzo Mazara è stato bersaglio di una sequenza di decisioni controproducenti». Colaiacovo cita anzitutto la più recente, quella del gennaio 2017, «quando, dopo le scosse di un ulteriore terremoto, la sindaca ha disposto lo sgombero di tutto il palazzo, quindi pure delle parti private, quando in realtà non erano state redatte neppure le schede Aedes, e, quindi, non si poteva certo affermare che gli ultimi movimenti tellurici avessero aggravato la situazione rispetto al terremoto del 2009». Una situazione che, per Colaiacovo, si sarebbe risolta se gli amministratori venissero condannati a pagare in proprio. (c.l.)
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