Palazzo pericolante in centro: il Comune è pronto a occuparlo

L’AQUILA. È uno degli edifici simbolo della ricostruzione privata ferma al palo. Perché si trova nel pieno del centro storico dell’Aquila, perché perde letteralmente i pezzi con grande pericolo per i...
L’AQUILA. È uno degli edifici simbolo della ricostruzione privata ferma al palo. Perché si trova nel pieno del centro storico dell’Aquila, perché perde letteralmente i pezzi con grande pericolo per i passanti e perché a quasi 15 anni dal terremoto vede ancora come un miraggio i lavori di sistemazione.
Ora, però, il Comune ha deciso di intervenire con il pugno di ferro per sbloccare la impasse del mega aggregato “Il Moro”, che si erge tra via Paganica e via San Benedetto in Perillis, e dare una risposta alla trentina di famiglie che aspetta ancora di poter tornare nella propria casa.
Il municipio ha infatti inviato una diffida ai due condòmini che hanno effettuato lavori prima della nascita dell’aggregato e che ora non consentirebbero ai tecnici del consorzio di accedere per gli ultimi rilievi necessari prima del via ai lavori da 14 milioni di euro. La diffida pone una data limite: se entro il 25 novembre non risponderanno, consentendo ai tecnici di poter entrare o comunquepermettendo alla pratica di proseguire, allora il Comune è pronto a intervenire con una occupazione. Quindi con le forze dell’ordine, se necessario. In questi giorni in municipio si sta studiando la formula da adottare nello scrivere l’ordinanza di occupazione.
La notizia è emersa nella riunione dei giorni scorsi della commissione consiliare Garanzia e controllo, convocata dal presidente Stefano Palumbo per ascoltare sulla questione l’assessore alla Ricostruzione privata Roberto Tinari e i tecnici comunali. A richiedere la riunione “con urgenza” era stato il consigliere comunale del gruppo di opposizione L’Aquila nuova Paolo Romano. «È necessario e non più procrastinabile procedere con la messa in sicurezza e la cantierizzazione dell’aggregato»: così motivava la richiesta della riunione della commissione Romano, segnalando come dal 19 luglio 2023, quando si tenne il vertice in municipio con i proprietari degli alloggi e fu annunciata una svolta nella vicenda, «nulla sia cambiato. Anzi è aumentato lo sconforto da parte delle famiglie e del presidente del consorzio (Giampiero Berti De Marinis, ndr), che vedono la situazione sempre più abbandona a sé». (l.t.)
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