Palazzo pericolante sul corso Il Comune ha affidato l’incarico
L’AQUILA. Il Comune con una determina dirigenziale ha affidato l’incarico professionale per l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza del tratto di corso Vittorio Emanuele compreso tra i numeri...
L’AQUILA. Il Comune con una determina dirigenziale ha affidato l’incarico professionale per l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza del tratto di corso Vittorio Emanuele compreso tra i numeri civici 127 e 135, dove è stato accertato un problema di staticità in un palazzo tra l’altro appena ristrutturato e davanti al quale, temporaneamente, è stata realizzata una sorta di “gabbia” a tutela dei cittadini.
L’affidamento dell’incarico è un passo importante per arrivare alla progettazione e ai lavori di messa in sicurezza definitiva. I lavori li farà il Comune anche se il Tar aveva stabilito che l’onere dovesse essere a carico della proprietà dell’edificio. Nella determina si ricorda che «l’8 aprile 2019 il comando dei vigili del fuoco ha segnalato una grave situazione di pericolo causata dal fabbricato sito in corso Vittorio Emanuele, compreso tra il civico 127 e 135». Il sindaco a quel punto ha emesso un’ordinanza con la quale ha imposto al presidente del consorzio Filomusi Guelfi, costituito per la riparazione post-sisma del fabbricato, l’esecuzione degli interventi necessari alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità e il monitoraggio delle strutture a proprie spese e cure entro sette giorni naturali e consecutivi dalla notifica del dispositivo. «L’Ufficio Protezione civile, a causa dell’inerzia del Consorzio Filomusi Guelfi, al fine di tutelare la pubblica incolumità ha provveduto, con un intervento provvisorio (invasivo della viabilità pubblica) alla realizzazione di un passaggio pedonale coperto, a salvaguardia dei pedoni con contestuale chiusura del transito veicolare; la realizzazione di cui sopra costituisce un disagio per i negozi e residenti e, in caso di emergenza, impedisce il passaggio ai mezzi di soccorso. Peraltro, l'intervento provvisorio», si afferma ancora nella determina, «non garantisce l’eliminazione del pericolo che incombe sul fabbricato, per il quale era stato richiesto al Consorzio, di provvedere alla esecuzione degli interventi. La diffida inviata al Consorzio non ha prodotto effetti positivi e lo stesso Consorzio ha presentato ricorso contro l’ordinanza».
Il Tar con una sentenza ha dato però ragione al Comune e ha stabilito che «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». A questo punto però, sempre in base all'ordinanza di aprile, il Comune, trascorsi i termini di legge, ha deciso di provvedere direttamente ai lavori, «trattandosi di questione di incolumità pubblica», salvo futura rivalsa delle spese (e presumibilmente lunghi contenziosi). Con la determina l'incarico per l'esecuzione dei lavori viene affidato all’ingegnere Michele Raffaele Amoroso.(g.p.)
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