Palazzo Torlonia e granai: una rinascita da 4,7 milioni

Riprende il progetto rallentato dall’emergenza Covid. Appalto entro l’autunno Previsto un Museo archeologico del Fucino. Ma per i giardini c’è da aspettare
AVEZZANO. Nuova vita in autunno per il Palazzo Torlonia e i granai, i pezzi pregiati dell’ex complesso Arssa in attesa della riqualificazione finanziata dalla giunta D’Alfonso. Il Covid 19 ha rallentato la tabella di marcia dell’intervento «riorientato» dalla Regione verso i pezzi pregiati della storica dimora della famiglia Torlonia: i fondi (4,7 milioni di euro), prima destinati a tutte le strutture e al rifacimento del giardino all’italiana, sono stati concentrati sul patrimonio storico-monumentale. La priorità, quindi, è diventata il tetto della dimora del principe dove le verifiche tecniche congelate a marzo per l’emergenza sanitaria in corso sono in agenda tra domani e dopodomani. L’operazione mirata a stabilire lo stato di salute del tetto, compresi i pareri di Soprintendenza, Genio civile, vigili del fuoco e Regione, dovrebbe chiudersi nel giro di un mese aprendo la strada al completamento del progetto definitivo dell’opera. La tabella di marcia del Comune prevede la chiusura della fase progettuale verso la fine dell’estate.
«Entro l’inizio dell’autunno», afferma il commissario prefettizio Mauro Passerotti, «il progetto di riqualificazione di questo pezzo di storia della città, ritardato di qualche mese dalla fase di emergenza sanitaria, prenderà la strada della gara d’appalto. Palazzo Torlonia e i granai torneranno al loro antico splendore dando alla città di Avezzano un tocco di classe in più».
Quei fiori all’occhiello, testimoni del passato, quindi, torneranno a brillare, mentre il resto della sontuosa dimora del principe Torlonia, giardino all’italiana compreso, resterà al palo. In attesa, si spera, che la Regione eroghi nuovi finanziamenti. Gli uffici regionali, infatti, hanno chiesto al settore Lavori pubblici, guidato da Sergio Pepe, una relazione dettagliata sul fabbisogno economico necessario per completare i lavori sull’intero complesso. Anche per non lasciare a metà del guado l’ambizioso progetto di rilancio di quel pezzo di storia della Marsica che può fare da traino per una nuova stagione all’insegna di arte, storia, cultura e, perché no, di eventi socio-culturali e ricreativi.
La variazione delle priorità d’intervento stabilite dalla Regione per salvaguardare i pezzi pregiati, infatti, ha cambiato le carte in tavola e fatto sfumare gli interventi pianificati dall’ex giunta De Angelis, che spacchettò il robusto finanziamento targato Masteplan destinando circa la metà di quei fondi verso l’ex commissariato, la casa del custode, la stalla del principe, il giardino all’italiana (sempre all’interno dell’ex Arssa).
La scommessa messa in cantiere nel 2016 dall’amministrazione Di Pangrazio contemplava la riqualificazione globale del complesso storico, su un’area di 3 ettari in pieno centro cittadino per dar vita al parco urbano più grande d’Abruzzo. Per i pezzi più pregiati, quindi, si profila il restyling, già realizzato al Casino di caccia, la struttura interamente in legno tornata agli antichi splendori ad aprile del 2017, con la riqualificazione finanziata dall’Ance provinciale nel 70° anno della fondazione. Per gli ex granai il recupero funzionale dei manufatti aprirà le porte alla realizzazione del Museo archeologico del Fucino e all’Archivio di Stato, mentre il palazzo del principe potrebbe diventare “il cuore pulsante” della nuova scommessa socio-culturale della città.
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