Palazzo Torlonia, fermato il trasloco della polizia locale

La Regione modifica il contratto d’affitto e fa uno “sgambetto” al Comune Un colpo di scena dopo settimane di polemiche: «Soltanto un presidio dei vigili»
AVEZZANO. Colpo di scena in arrivo su Palazzo Torlonia, dove la Regione Abruzzo, proprietaria del complesso ex Arssa, sta per guastare i piani del Comune mirati al trasferimento dell’intero corpo di polizia locale. Dopo settimane di polemiche, la giunta regionale, su proposta della dirigente del servizio patrimonio, ha modificato in modo unilaterale il contratto per il passaggio in affitto (dal primo maggio a circa 200mila euro l’anno) di quel pezzo di storia della Marsica, fissando precisi paletti: al Palazzo Torlonia potrà essere trasferito solo un presidio della polizia locale e alcune stanze resteranno a disposizione della Regione che si riserverà pure l’organizzazione di dieci eventi l’anno. L’atto adottato dalla giunta viaggia sul solco della convenzione, dove viene sottolineata la destinazione d’uso a fini “socio-culturali” di Palazzo Torlonia.
Sulla scottante questione (e ovviamente del progetto Masterplan da 4milioni 700mila euro in arrivo), che ha animato la scena in città, con contestazioni delle associazioni culturali e personaggi della cultura del calibro di Raffaele Colapietra e Cesare Letta, oggi alle 11, nella sala del Principe, interverrà il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. Nell’ala Est, invece, quella che il sindaco Gabriele De Angelis aveva destinato al corpo della polizia locale entro il 31 marzo tutto è rimasto immobile.
Prima dello stop della Regione, nelle ultime ore si erano agitate anche le acque sul fronte della politica. «Pare che la fretta delle settimane passate», attaccano i consiglieri comunali del Pd, Domenico Di Berardino e Roberto Verdecchia, «si sia trasformata in assoluta rilassatezza ai limiti della paralisi. E non vanno bene né l’una né l’altra: se invece di litigare con le associazioni il sindaco avesse ascoltato e integrato il progetto iniziale, si sarebbero risparmiate polemiche e fatto qualcosa di concreto per la Città». Verdecchia e Di Berardino, quindi, chiedono un intervento della Regione e sollecitano De Angelis ad «affrettarsi a fare, volente o nolente, qualcosa di concreto, per non perdere i 4,7 milioni del Masterplan».
Secca la replica del primo cittadino: «Gli uffici competenti hanno concluso da tempo l’iter amministrativo per avviare i lavori e, individuata la ditta, manca solo la firma del contratto, perché la Regione non ha ancora accreditato i fondi».
Ma a questo punto tutto rischia di saltare.
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