Palazzo vicino al Fosso, progetto bocciato

Il Tar rigetta il ricorso del rappresentante del condominio contro il Comune: «Rispettare le distanze»
L’AQUILA. Il Tar ha respinto il ricorso del rappresentante di un condominio in ricostruzione lungo viale Corrado IV contro una decisione del Comune che aveva bocciato il progetto. L’Ente con il provvedimento, ora confermato dal Tar, aveva «annullato la scia (segnalazione certificata di inizio attività) alternativa al permesso di costruire per lavori di demolizione e ricostruzione con stessa sagoma dell’edificio in via Corrado IV 26-28 «poiché il vincolo di inedificabilità stabilito dalla legge è inderogabile, in quanto posto a tutela di interventi di carattere generale come la sicurezza dei luoghi. Pertanto, nonostante che la posizione del fabbricato sia stata attentamente valutata dalla concessione edilizia e autorizzata con le precedenti licenze edilizie, è opportuno che la ricostruzione avvenga nel rispetto di 10 metri dal fosso».
«L’atto impugnato» scrive il Tar «prende le mosse dalla verifica mirante ad accertare se la porzione del fabbricato del condominio Rossi posta sul lato Ovest, a confine con il terreno di proprietà del Comune dell’Aquila nel cui sottosuolo è collocato un collettore fognario, rispettava o meno la distanza di 10 metri dal Fosso di San Giuliano.
Sul punto la giurisprudenza ha affermato che la fascia di inedificabilità di dieci metri ha valore di vincolo assoluto e va applicato anche rispetto a un corso d’acqua che, nello specifico sito, sia stato coperto, protetto da un consistente argine o tombinato. In definitiva, dunque, non può assumere valore il fatto che il corso d’acqua sia completamente coperto. Nel caso specifico, assodata la presenza di un corso d’acqua tombinato, il Comune non poteva far altro che applicare la disposizione che prevede il vincolo di inedificabilità. L’Ente, in buona sostanza», conclude il Tar, «una volta ravvisato il mancato rispetto del divieto assoluto di edificare a distanza inferiore rispetto a quella minima prescritta dalla citata disposizione, pur volendo considerare il fatto che il Fosso di San Giuliano, nel tratto in questione, risultasse tombinato, come pure parte ricorrente riconosce pacificamente, ha dovuto annullare la Scia per lavori di demolizione e ricostruzione con stessa sagoma del condominio».(g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

