Palco, nella curia malumori e bocche cucite

26 Agosto 2023

Silenzio sul caso e sulle parole di Sgarbi. Ma due anni fa Antonini lanciò invano un appello al Comune

L’AQUILA. Bocche cucite da parte della diocesi aquilana sulle polemiche che in questi giorni hanno investito una delle più importanti manifestazioni religiose d’Italia. Nonostante negli ambienti ecclesiastici sembri serpeggiare non poco malumore sulla scelta di posizionare l’imponente palco per gli spettacoli della Perdonanza proprio sul sagrato della basilica di Collemaggio, a pochi metri dalla maestosa facciata, infatti, nessuno sembra voler prendere una posizione ufficiale. Ma la questione, tornata alla ribalta grazie anche al botta e risposta dei giorni scorsi tra il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi e il sindaco Pierluigi Biondi, in realtà è annosa. La decisione di montare il palco davanti alla facciata era stata già criticata apertamente dal nunzio apostolico, monsignor Orlando Antonini, nel corso dell’omelia di una messa celebrata a Collemaggio al termine dell’edizione 2021 della Perdonanza. «Auspico vivamente che quanto prima L’Aquila disponga di altri spazi ove trasferire gli spettacoli con i loro ingombranti apparati, in modo che la basilica del Perdono venga adeguatamente fruita dai pellegrini e additata al mondo nella sua splendida interezza e il piazzale esclusivamente destinato ad eventi di Perdonanza» aveva detto. «Com’è noto, il riconoscimento Unesco della Perdonanza ha per oggetto proprio i riti civici che l’accompagnano, ovvero il Fuoco del Morrone e il Corteo della Bolla. Ma possiamo dire che l’Unesco indirettamente ha riconosciuto anche il contenuto spirituale stesso della Perdonanza».
Parole che sembrano essere cadute nel vuoto, tanto che il palco di quest’anno risulta ancora più vicino alla basilica rispetto al passato. Proprio questa scelta ha spinto Sgarbi a intervenire e ad annunciare controlli: «Chiederò che il prossimo anno un rappresentante del ministero verifichi la conciliabilità tra le esigenze religiose e quelle della festa».
Silenzio sulla questione anche da parte della Soprintendenza, che ha autorizzato il palco, ma non senza prescrizioni: «Venga garantita la più ampia visibilità della facciata della basilica». Tanto che nei giorni scorsi la stessa Soprintendenza avrebbe anche sollecitato il Comune «a un ripensamento nell’organizzazione degli eventi volto a un uso del sagrato strettamente connesso alle sole iniziative a carattere religioso».
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