Palestre e centri sportivi chiedono sostegni

5 Settembre 2021

Appello degli operatori del settore in piena crisi per la pandemia: «Il Comune solleciti la Regione»

L’AQUILA. «Ora parliamo noi». Una lettera aperta al consiglio comunale è stata scritta da Zero Gravity, Revolution Dance, L’Arabesque centro studi danza, Paq Center «che si fanno portavoce anche a nome di altre palestre, centri sportivi e scuole di danza». Chiedono una mozione a sostegno del settore alla luce della crisi per la pandemia.
«Sebbene palestre, centri sportivi e scuole di danza abbiano potuto riaprire i battenti a giugno di quest’anno, i numeri fatti registrare in questi tre mesi sono ben lontani dalla piena attività. Già a settembre scorso, dopo il primo lockdown, le iscrizioni risultavano dimezzate; nei mesi scorsi, solo una parte degli iscritti, mediamente il 10%, ha frequentato regolarmente le strutture. La situazione economica per il nostro comparto è ancora pesante perché ai cali di fatturato si sommano le spese fisse imprescindibili, come i costi per gli affitti e le attrezzature. Aver accolto la nostra proposta di riduzione della Tari, la tassa sui rifiuti che chiaramente non abbiamo prodotto durante le chiusure, è stato un primo passo. Tuttavia, molte attività sportive, palestre e scuole di danza rischiano di dover chiudere proprio perché non è ancora possibile operare a pieno regime. Sono già tre le attività del settore chiuse in città nei mesi scorsi. Per scongiurare di perdere ulteriori posti di lavoro nel nostro territorio, chiediamo a tutti i consiglieri comunali di discutere la mozione depositata da Stefano Albano a marzo scorso in merito alle proposte di sostegno alla nostra categoria, elaborate coralmente in una serie di assemblee. Nel documento, che sarà discusso lunedì, si chiede al Comune di predisporre un fondo dedicato per permettere ai gestori di riorganizzare la loro attività, di coprire le maggiori spese di sanificazione e di avviare una ricognizione delle risorse stanziate e non spese già nelle disponibilità delle casse dell’ente, come nel caso dei fondi Restart. Nel testo si chiede anche al Comune di impegnarsi a intervenire sulla giunta regionale affinché provveda a istituire misure per l’accesso al credito agevolato coi 10 milioni che il Cipe assegnò alla Regione nel 2018; questa proposta risulta oggi di vitale importanza per permettere alle nostre attività di rilanciarsi e diventare nuovamente competitive. Ci riferiamo per esempio alla necessità di rinnovare l’attrezzatura a disposizione della clientela: alcuni gestori hanno dovuto ricomprare gli attrezzi perché le sanificazioni, giuste e necessarie, purtroppo ne hanno comportato il logoramento e la corrosione. Nella mozione si chiede anche di impegnare la Regione a velocizzare le pratiche di erogazione dei sostegni alle attività economiche (Cura Abruzzo), a predisporre ristori per il settore e ad accordare una sospensione dei canoni di abbonamento con la Siae. Auspichiamo che l’assise aquilana discuta le proposte con atteggiamento costruttivo e voti il documento all’unanimità a prescindere dall’appartenenza partitica dei suoi membri: ne va del futuro di tutto il comparto».