Palestre e centri sportivi più cari: le società cittadine ora si dividono

Col nuovo piano tariffario per il 2023 il Comune intende fronteggiare l’aumento dei costi di gestione Di Marco della Usa Sporting atletica: «Colpo basso che ci penalizza». Dosa (Fenice C5): «Prezzi in linea»
AVEZZANO . Anno nuovo, tariffe nuove. Con la delibera di giunta del 19 dicembre scorso, anche il comune di Avezzano ha adottato dei rincari e dal 1° gennaio tutti coloro (privati o associazioni) che vorranno utilizzare le strutture adibite alla pratica sportiva dovranno spendere qualcosa in più rispetto al passato. Ma entriamo nel dettaglio, perché la ridefinizione delle tariffe orarie riguarda sia lo stadio dei Pini, i cui lavori sono al momento fermi, che il centro polisportivo “R. Appolloni” e soprattutto le quattro palestre di proprietà del comune (via Di Lorenzo-ex via delle Industrie, via Sturzo, via Cairoli e via Pereto). Per quanto riguarda la parte dello stadio dei Pini destinata al calcio, le nuove tariffe stabiliscono un costo di 250 euro al mese (max 6 ore settimanali) con l’uso di spogliatoi e bagni, con i prezzi che scendono a 60 euro al mese senza l’uso di spogliatoi e bagni.
Per il Centro polisportivo “R.Appolloni”, l’utilizzo della pista di pattinaggio a rotelle costerà 3,50 euro l’ora (singolo) o 12 euro l’ora per 5 atleti. Esattamente uguali le tariffe per la pista di ciclismo (3,50 singolo; 12 per 5 atleti). E infine l’utilizzo delle palestre comunali, che potranno essere occupate esclusivamente in orario extra scolastico; per le quattro strutture è stato fissato un costo orario di 10 euro. Relativamente alla pista di atletica dello stadio dei Pini, i cui lavori sono attualmente fermi (vedi articolo in basso), è stato stabilito che in caso di utilizzo di spogliatoi e bagni bisognerà sborsare 150 euro al mese, mentre se si rinuncia a queste due ultime voci, il prezzo scende a 60 euro al mese.
Ma come hanno accolto questa novità le società che volenti o nolenti sono “costrette” a servirsi di tali impianti? Nella maggior parte dei casi è facile prevedere un coro di proteste, ma c’è anche chi è di parere contrario. Tra i non favorevoli troviamo Marino Di Marco, che con la sua Usa Sporting Avezzano, da sempre rappresenta l’immagine più pura dell’atletica locale: «È un colpo basso che ci penalizza in maniera pesante, perché si tratta di un aggravio che ricade tutto sulle nostre spalle, dal momento che il nostro settore, soprattutto a livello marsicano, vive esclusivamente sull’impegno e sullo spirito di abnegazione di noi pochi appassionati. Questa decisione», conclude Di Marco, «si ripercuoterà inevitabilmente sull’attività di base, con previsioni decisamente negative per il futuro».
A fare da contraltare alle lamentele, ci sono i responsabili delle società che operano nel settore calcistico, i quali non possono non riconoscere che la vecchia tariffa di 5,16 euro l’ora fosse realmente anacronistica. Pietro Dosa è il presidente della Fenice Calcio a 5 che partecipa al campionato regionale di C1: «Questa decisione me l’aspettavo, perché una tariffa di 10 euro l’ora non è eccessiva, considerato che in altre zone d’Abruzzo i prezzi sono decisamente più alti. L’unico problema», prosegue Dosa, «riguarda il settore delle pulizie, che da sempre fa carico a noi, ma considerato che abbiamo 62 tesserati, possiamo accettare serenamente questo raddoppio della spesa».
Sulla stessa lunghezza d’onda è Roberto Olivieri, presidente della Fenice Academy, una società relativamente giovane (sorta del 2018) che svolge la funzione di scuola calcio per ragazzi dal 4 ai 17 anni: «È pur vero che rispetto agli anni passati i costi sono raddoppiati, ma avendo quasi 300 iscritti e solo quattro ore settimanali di disponibilità della palestra, siamo costretti a ricorrere alle strutture private, pagando importi orari che vanno dai 50 ai 70 euro, pur nella consapevolezza che un numero così alto di iscritti comporterebbe il diritto ad un maggior numero di ore, però per il quieto vivere preferiamo non alimentare polemiche».
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