Palloncini colorati per l’addio a Vincenzo

14 Settembre 2019

Folla straripante e commossa ai funerali dell’assessore Montagliani. Il sindaco Santilli: ci mancherai tantissimo, caro amico

CELANO. Celano ieri ha dato l’ultimo saluto a Vincenzo Montagliani, l’assessore comunale che aveva le deleghe alla Città e al Decoro urbano, deceduto a 61 anni a seguito di una grave malattia. In questi giorni, in tantissimi si sono stretti intorno alla famiglia, a testimoniare quanto fosse benvoluto Vincenzo, persona buona e sempre sorridente. Una morte che ha suscitato profonda commozione in tutti.
Ieri alle 12, nell’atrio del palazzo comunale, è stata allestita la camera ardente: il feretro è arrivato dall’abitazione di Montagliani ed è stato portato dentro a spalla dal sindaco Settimio Santilli e da alcuni amministratori, tutti visibilmente commossi per una perdita grave per la comunità celanese.
Un viavai di gente, una fila continua che si è interrotta solo alle 17, quando il feretro è stato portato in chiesa.
Tanti anche gli esponenti del mondo della politica marsicana e non solo, che hanno voluto rendere omaggio attraverso messaggi di cordoglio. Molti i consiglieri dei Comuni limitrofi, arrivati a Celano per le esequie, che si sono svolte con l’intero consiglio comunale schierato. Il corteo funebre è stato aperto dal gonfalone del Municipio, portato dagli agenti della polizia locale. Il rito funebre è stato celebrato nella chiesa di San Giovanni Battista, da padre Cosmas, il quale, nell’omelia, ha ricordato come Montagliani fosse una persona buona e altruista, sempre pronto ad aiutare tutti come meglio poteva, senza mai tirarsi indietro.
«Siamo vicini in questo momento così doloroso alla sua famiglia», ha detto padre Cosmas, «tutte queste persone che gremiscono la chiesa, sono la testimonianza di quanto Vincenzo fosse amato e rispettato». Montagliani, come hanno ricordato in molti, amava la politica, quella vera, quella del confronto e mai dello scontro, del rispetto reciproco e non quella della polemica, non la concepiva, non faceva parte del suo Dna.
Nella vita era un artigiano, aveva un laboratorio per la lavorazione del marmo, molte volte lo si vedeva entrare in Comune ancora con gli abiti da lavoro. Un’altra passione era quella della montagna, dove aveva anche un casolare su Colle Felicetta. Montagliani amava la sua città, la viveva in tutte le sue sfaccettature, e cercava con tutte le sue forze di preservarla e migliorarla sempre e comunque.
Al termine della celebrazione del rito funebre il sindaco Settimio Santilli, con gli occhi rossi e lucidi, ha voluto tracciare un ricordo del suo assessore, ma soprattutto del suo «amico», evidenziando «come tutta la gente che in questi due giorni gli ha reso omaggio, sia il segno più bello e concreto della stima che hanno avuto verso di lui . Non mi sarei mai aspettato che nella mia esperienza da sindaco mi sarei ritrovato su questo altare a ricordarti», ha detto Santilli guardando la bara. «Sei stato una persona onesta e generosa, per la nostra amministrazione un elemento importante, eri quello che sapeva riportare la tranquillità, l’allegria, non ti interessavano le polemiche, ti interessava solo lavorare per la tua Celano, città alla quale tenevi in modo smisurato e che volevi sempre più bella, ordinata e sempre in crescita. Noi proseguiremo il tuo lavoro».
Santilli ha anche ricordato come Montagliani fosse premuroso verso la sua famiglia, la moglie Giuliana e le figlie Daniela e Francesca.
Al termine del funerale dalla piazza antistante la chiesa sono stati fatti volare palloncini colorati, «come un ultimo, ma allegro saluto, com’era l’amico Vincenzo. Ci mancherai tantissimo», ha concluso Santilli.
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