Palpeggiata a 12 anni, giovane nei guai

Individuato dalla squadra Mobile un 28enne nordafricano: ha l’obbligo di presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria
L’AQUILA. Lo scorso 16 dicembre aveva costretto, con violenza, una bambina di 12 anni, a subire atti sessuali nei pressi della pista di pattinaggio che era stata temporaneamente collocata nell’ampia area del Parco del Castello cinquecentesco. A distanza di tre mesi dall’episodio, denunciato dai familiari della ragazzina, la polizia ha chiuso le indagini e ha provveduto a identificare un tunisino nato nel 1996, che dovrà rispondere dell’accusa di violenza sessuale.
indagini chiuse
Il giovane è stato individuato a seguito delle indagini che sono state condotte dagli uomini della Squadra Mobile dell’Aquila coordinate dalla Procura della Repubblica e sottoposto, a seguito di ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, alla misura dell’obbligo giornaliero di presentazione alla polizia giudiziaria.
l’episodio contestato
Nella circostanza l’uomo, secondo la ricostruzione degli investigatori, «approfittando del fatto che la minorenne si era fermata sul bordo della pista per fare una pausa, prima le aveva afferrato le spalle per tenerla ferma, rivolgendole, nel contempo, apprezzamenti e risate ironiche e poi le aveva dato una pacca sul sedere, comportamento che turbava fortemente la vittima anche in ragione della sua tenera età». Nel corso delle indagini sono state visionate anche alcune immagini contenute in impianti di videosorveglianza che insistono nella zona. Inizialmente, da una prima ricostruzione dell’accaduto, era emerso che la bambina sarebbe stata avvicinata da due coetanei prima di essere bloccata e palpeggiata. Per ora le indagini si sono concentrate su un solo nome. La vittima era riuscita a divincolarsi e a raggiungere alcune amichette che hanno fatto scattare l’allarme. Il fatto era avvenuto di sabato sera, dopo le 22,30. Poco dopo, nonostante l’arrivo tempestivo di una pattuglia delle Volanti, i due uomini si erano già dileguati. La ragazzina, in evidente stato di choc, aveva raccontato l’episodio di violenza. L’episodio aveva messo in allarme anche alcune mamme che accompagnano i figli a giocare nella zona del Parco del Castello.(c.s.)

