“Panama papers”, tra le carte spunta l’avvocato Guidobaldi
L’AQUILA. C’è anche un avvocato aquilano Paolo Enrico Guidobaldi, (che ha difeso l’ex preside del Convitto nazionale crollato con tre vittime la notte del 6 aprile 2009, Livio Bearzi), tra i...
L’AQUILA. C’è anche un avvocato aquilano Paolo Enrico Guidobaldi, (che ha difeso l’ex preside del Convitto nazionale crollato con tre vittime la notte del 6 aprile 2009, Livio Bearzi), tra i professionisti italiani citati tra i cosiddetti «Panama Papers», gli 11 milioni di documenti che hanno mostrato un sistema di società registrate nei “paradisi fiscali” dei Caraibi. Guidobaldi, che è anche cavaliere del Santo Sepolcro, conferma la notizia, chiarisce di aver ricevuto un incarico che, però, a causa del mancato pagamento delle sue spettanze, non è mai divenuto operativo. «Sono stato procuratore da un proprietario, è vero, ma la società è inattiva da 3 anni», spiega, «il proprietario, infatti, non ha più pagato per le spese di mantenimento, né la mia prestazione professionale, così non è successo niente».
«Non so neanche perché venne costituita la società», ammette Guidobaldi, «all’epoca ho ricevuto una telefonata da un collega canadese e ho detto che ero disponibile a essere incaricato di alcune rappresentanze in Italia per operazioni, in particolare per interessarmi all’acquisto di proprietà, ma nulla si è concretizzato».
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