Panchina rossa in carcere realizzata dalle poliziotte

SULMONA. Una panchina rossa nel piazzale del carcere di Sulmona per le donne vittime di violenza. L'iniziativa è delle poliziotte penitenziarie del carcere peligno, agli ordini del dirigente...
SULMONA. Una panchina rossa nel piazzale del carcere di Sulmona per le donne vittime di violenza. L'iniziativa è delle poliziotte penitenziarie del carcere peligno, agli ordini del dirigente superiore Miriam Di Desiderio. Un’iniziativa spinta dal sentimento votato esclusivamente a cercare di trovare un modo per porre la parola fine a una mattanza che di umano non ha nulla se non l’aspetto pratico del gesto perpetrato dal criminale di turno a discapito delle donne, soprattutto quelle più indifese. Donne a tutto tondo quelle operanti nel carcere e che, complice la professione da loro svolta, le assoggetteranno a quella complessa opera di aggiornamento derivante dal rinnovato corredo normativo posto a loro disposizione. Quelle norme cioè che hanno caratterizzato l’introduzione del codice rosso e che hanno posto le basi alle novità introdotte dall’ultimo sfornato normativo. Le poliziotte penitenziarie da questo nuovo corredo legislativo impareranno che i reati “satellite” come percosse, molestie, minaccia, ingiuria e diffamazione, avranno maggiore rilevanza. Violazioni penali quelli elencati che altro non sono che reati spia, ovvero prodromici alla produzione di violenza di genere. Altra novità importante alle quali saranno ricoverate le loro speranze ed introdotta nella nuova legge entrata in vigore il 16 novembre scorso, sta nella tempistica che il pm dovrà adottare per chiedere al gip l’applicazione di una misura cautelare nei confronti del presunto autore del reato.
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