Pannelli per ricordare la Grande guerra

12 Settembre 2020

Cartelli illustrativi posizionati dove sorgevano il campo di concentramento e il cimitero dei prigionieri

AVEZZANO. Per non dimenticare, la Pro loco di Avezzano e l’Archeoclub Marsica hanno realizzato e posizionato dei pannelli espositivi e commemorativi dove un tempo sorgevano il campo di concentramento PG 091 e il cimitero dei prigionieri della Grande guerra di Avezzano.
Lo svelamento dei pannelli, sei in tutto, è avvenuto ieri mattina alla presenza del presidente della Pro loco Edoardo Tudico, del professor Ilio Leonio, dell’avvocato Umberto Irti, presidente onorario dell’Archeoclub e del subcommissario del Comune di Avezzano Natalino Carusi. Quattro bacheche sistemate all’interno della pineta ripercorrono la storia del campo di concentramento con tanto di illustrazioni e foto d’epoca.
«Qualche mese dopo il violento terremoto che colpì la Marsica il 13 gennaio del 1915, l’Italia entrò in guerra e nell’Avezzano rasa al suolo si pensò di realizzare uno dei campi di concentramento più grandi d’Italia», spiega il presidente della Pro loco. «Con i suoi 160 ettari, che si estendevano dall’attuale via don Minzoni fino alla zona delle “Tre Conche”, e gli antichi serbatoi d’acqua che lo servivano, il campo poteva ospitare fino a 15mila prigionieri oltre ai soldati italiani, per un totale di circa 17mila persone. C’erano perlopiù prigionieri provenienti da Repubblica Ceca, Romania e Ungheria che vennero impiegati per rimuovere le macerie del terremoto, mettere a dimora gli alberi nelle pinete di Avezzano e Celano e persino ripristinare il corso del fiume Imele. Le salme di 563 progionieri», prosegue Tudico, «vennero sepolte in un antico camposanto che sorgeva a via Piana, nella zona Sud della città, che divenne il cimitero dei prigionieri della Grande guerra». È qui che sono stati posizionati gli altri due pannelli esplicativi e commemorativi. La ricerca dei documenti storici e le descrizioni sono state curate dal compianto professor Gianluca Tarquinio e da Irti. (f.d.m.)