Pannelli solari nel borgo storico, sì del Tar

Pacentro, i giudici accolgono il ricorso di tre famiglie e annullano il diniego della Soprintendenza
PACENTRO. Una sentenza che apre nuovi scenari per quanto riguarda la sacralità dei vincoli paesaggistici dei centri storici e dei borghi dell’Abruzzo interno. Il Tar dell’Aquila ha infatti accolto il ricorso proposto da tre famiglie di Pacentro alle quali la Soprintendenza aveva negato l’autorizzazione ad installare pannelli fotovoltaici sui tetti delle loro case.
Secondo la Soprintendenza «il manufatto su cui le tre famiglie intendono installare i pannelli, con particolare riguardo alla specificità del manto di copertura in laterizi, qualificano in maniera identitaria e riconoscibile il paesaggio tutelato in quanto sono espressione dei caratteri corali tradizionali che trovano riscontro nel complesso delle cose immobili sottoposto a tutela. In particolare i connotati delle coperture in laterizio comuni alla quasi totalità degli edifici ricompresi nel complesso individuato assumono particolare rilievo nella percezione visiva dei luoghi in argomento per via della morfologia dell’insediamento in esame». Di contro le famiglie che hanno proposto il ricorso hanno sottolineato che «l’amministrazione avrebbe erroneamente esercitato il potere di tutela paesaggistica in violazione del principio generale della ragionevolezza senza valutare adeguatamente l'esigenza di realizzare un risparmio energetico attraverso l'utilizzazione di impianti di produzione tramite energie rinnovabili e non inquinanti favoriti dalla legislazione vigente. La Soprintendenza non avrebbe infatti effettuato un bilanciamento dell'interesse alla tutela paesaggistica con l'esigenza perseguita con l’installazione di apparecchiatura destinata alla produzione di energia rinnovabile». Passaggio quest’ultimo che è stato pienamente accolto dai giudici amministrativi che hanno dato torto alla Soprintendenza, perché si sarebbe limitata a dire no senza motivare il diniego ma facendolo in maniera generica. Invece, secondo il Tar, la soluzione progettuale proposta dalle tre famiglie, «va nella direzione di contemperare l'interesse generale alla tutela del paesaggio con l'interesse, altrettanto generale, allo sviluppo dell'uso di fonti energetiche rinnovabili attraverso l’adozione di specifiche cautele tese a minimizzare l'impatto della installazione dei pannelli solari». Il Tar ha condannato la Soprintendenza al pagamento delle spese processuali. (c.l.)
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