Pantaleo: «Negozi in crisi? Colpa degli affitti alle stelle»

14 Gennaio 2016

SULMONA. Aumenta il numero delle chiusure e diminuisce l’avvio di nuove attività, con il risultato di una desertificazione preoccupante in alcune parti del centro storico. Alla base della crisi del...

SULMONA. Aumenta il numero delle chiusure e diminuisce l’avvio di nuove attività, con il risultato di una desertificazione preoccupante in alcune parti del centro storico. Alla base della crisi del commercio cittadino, oltre alla congiuntura economica negativa, ci sarebbe anche il “caro affitti”. Di questo si dice convinto Alessandro Pantaleo, consigliere di minoranza, che propone un patto a tre – fra imprenditori, Comune e commercianti – al fine di calmierare i costi attraverso incentivi e sgravi soprattutto per le nuove attività.

«Il caro affitti comporta la conseguente perdita di identità commerciale del nostro centro storico ed è causa di molteplici ricadute negative», incalza Pantaleo. «Il Comune ha il dovere di intervenire attraverso iniziative che mirano a calmierare i prezzi degli affitti nel centro storico; per questo motivo sarebbe opportuno promuovere un accordo, mediante un patto, sotto l’egida dell’amministrazione comunale, tra i locatori degli immobili e i rappresentanti delle associazioni di categoria. Pattofunzionale per poter rinegoziare i costi di locazione che spesso sono divenuti insostenibili». Da qui la proposta su incentivi e sgravi. «Il Comune potrebbe concedere incentivi fiscali ai proprietari immobiliari e agli imprenditori che sottoscriveranno l’accordo», aggiunge Pantaleo. «Allo stesso tempo, si potrebbero prevedere abbattimenti dei costi degli affitti nel medio periodo, quattro anni, incentivando indirettamente l’avvio di attività nella fase iniziale di start up. Lo scopo dell’iniziativa è quello di promuovere politiche condivise e sostenibili con i vari attori del tessuto sociale».

Sono della stessa opinione Pietro Leonarduzzi, vice presidente provinciale della Confesercenti, e Angelo Pellegrino, che sottolineano il saldo negativo tra aperture e chiusure dei negozi. «L’Abruzzo registra un saldo negativo di –3.977 imprese, incalzano. «Attività commerciali e pubblici esercizi non sono ancora usciti da uno stato di difficoltà che ormai dura da cinque anni. Per mettere il settore in condizioni di ripartire bisogna ridurre il peso che grava su negozi, locali e botteghe. Ma servono anche soluzioni nuove, come gli affitti a canone concordato». I due lamentano, infine, l’avvio lento dei saldi in Valle Peligna, rispetto a un aumento medio delle vendite del 5%. «Servono attrattività del territorio e interventi per favorire il ripopolamento di negozi e botteghe», aggiungono Leonarduzzi e Pellegrino, che rilanciano il Patto per le città: imprese e Comuni insieme per il rilancio dei centri urbani.

Federica Pantano

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