Paolucci: accendere i riflettori su LFoundry

19 Gennaio 2022

L’esponente regionale Pd incontra i sindacati: «Marsilio intervenga». Visita anche al Centro fieristico

AVEZZANO. «Porterò le criticità di LFoundry in Regione e chiederò al presidente Marco Marsilio di tornare a fare politica industriale». Questo l’impegno preso ieri da Silvio Paolucci, consigliere regionale d’opposizione e capogruppo Pd, davanti ai rappresentanti sindacali dell’azienda più grande del territorio. Dopo il blackout del 27 dicembre, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno scritto a Regione e prefettura chiedendo di intervenire. «Abbiamo ascoltato i rappresentanti dei sindacati, che ringrazio, e sono emerse tutte le criticità di questa importante e strategica azienda», ha spiegato Paolucci, «c’è grande preoccupazione sia per quanto riguarda le prospettive del sito industriale, per il tema del mono-cliente, per un piano di investimenti che guardi al futuro di cui non si parla e per l’assenza di dialogo con la proprietà, sia per le maestranze, in particolare per il grande impatto sociale che una prospettiva non chiara può celare». Al termine del confronto con i sindacati, al quale hanno preso parte anche il segretario provinciale del Pd, Francesco Piacente, la segretaria del circolo di Avezzano, Anna Paolini, e poi i democratici Giovanni Lolli, Lorenzo Berardinetti ed Ermanno Natalini, Paolucci si è detto pronto «ad accendere un riflettore istituzionale su LFoundry e a chiedere alla Regione di attivare tutte le iniziative possibili per interloquire con la proprietà e aprire un confronto. Non si può aspettare l’avvio di una vertenza per occuparsi di LFoundry. La Regione torni a fare politica industriale come è stato fatto in passato». Secondo Piacente «questo stabilimento, nel mercato dei semiconduttori, può ancora rappresentare un’eccellenza di risorse umane, know how e innovazione». Paolucci, con Piacente a Paolini, ha poi effettuato una visita ispettiva al Centro fieristico, insieme all’assessore del Comune di Avezzano, Loreta Ruscio, e al consigliere Alessandro Pierleoni. Ad accompagnarli il direttore dell’Arap, Antonio Morgante, e il consigliere Gianni Cordisco. «Contesto alla Regione che è mancato un orientamento su quelle che potevano essere le possibilità di utilizzo», ha concluso Paolucci, «è stato messo in vendita senza neanche coinvolgere le organizzazioni di categoria e i Comuni. Ora si sta tornando indietro, ma bisogna valutare gli strumenti che ci sono a disposizione, penso per esempio alla Zes, per fare degli interventi concreti». (p.g.)