Paolucci: troppe cinque neurochirurgie

L’assessore regionale gela Avezzano. E su Galzio frena: non possiamo perderlo, l’ho rassicurato e il caso è rientrato
AVEZZANO. I recenti tagli all’ospedale di Avezzano, la chiusura totale di Neurochirurgia, quella parziale di Emodinamica, hanno scatenato reazioni a catena, con la politica divisa in due tronconi territoriali: da un lato la Marsica, dall’altro L’Aquila. Sulla vicenda è intervenuto l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci secondo cui «la programmazione sanitaria non si tocca, e quindi si procederà gradualmente alla riduzione delle Neurochirurgie che attualmente in regione sono ben cinque rispetto alle due consentite». Il riferimento è a quelle principali all’Aquila, Pescara e Teramo e quelle secondarie di Chieti e Avezzano. Una dichiarazione che ha fatto intendere una inevitabile chiusura delle ultime due unità operative. Quella di Avezzano, tuttavia, se pur provvisoriamente è già chiusa. Paolucci ha rivendicato però l’apertura di Emodinamica parlando di «un risultato che non c’era mai stato nella storia». Reparto, anche questo, chiuso per tre giorni a settimana: la domenica, il martedì e il giovedì per carenza di personale medico, con le assunzioni che tardano ad arrivare. Per quanto riguarda l’Unità di urgenza ictus (Stroke unit), per Paolucci quelli di secondo livello sono solo a Pescara e L’Aquila. Ad Avezzano, infatti, senza un neurochirurgo, visto che tutti sono stati trasferiti all’Aquila, la Stroke unit non ha senso di esistere. Dopo la presa di posizione del sindaco di Avezzano, e quella del consigliere regionale Emilio Iampieri, che hanno portato di fatto il primario Galzio a dare le dimissioni, a sollevare le ire della politica aquilana è stato anche l’intervento del Pd marsicano, che ha fatto il rapporto tra bacino di utenza dell’Aquila con 70mila abitanti e dieci neurochirurghi, e la Marsica con 140mila utenti e zero neurochirurghi. «L’Abruzzo non può permettersi di perdere un nome come quello di Galzio», ha dichiarato Paolucci, «ho avuto modo di rassicurarlo e credo che il caso sia rientrato».
Anche i gruppi di maggioranza al Comune dell’Aquila lo hanno difeso perché «la professionalità e la competenza sua e del personale che opera al suo fianco vanno non solo tutelate, ma valorizzate, e bene ha fatto Galzio a richiamare la normativa che regolamenta il numero delle unità operative in relazione al bacino di utenza».
Accuse alla politica marsicana che ha difeso il reparto di Neurochirurgia, arrivano anche dal consigliere di “L’Aquila città aperta” Giorgio De Matteis. «Nessun esponente del Pd aquilano è stato capace di rispondere a delle dichiarazioni tanto violente quanto pretestuose quali quelle rilasciate dai compagni di partito marsicani. Le elezioni amministrative 2017 ad Avezzano e all’Aquila non devono essere il motivo della contesa, e se è vero come affermato da qualcuno che Galzio debba pensare a fare il medico, a maggior ragione chi fa altro nella vita dovrebbe pensare a fare altro».
Antonio Ginnetti della Cgil Sanità, sottolinea che «va assolutamente salvaguardata la professionalità del professor Galzio, il quale sicuramente si ravvederà riguardo alla decisione presa, ma poi saranno necessarie le risorse umane per riaprire i reparti di Neurochirurgia e di Emodinamica di Avezzano». Secondo Ginnetti le difficoltà sono dovute alla legge 161 del 2014 sulle disposizioni in materia di orario di lavoro del personale. «L’organico dei nostri ospedali», ha spiegato, «non è adeguato a tali vincoli e questo crea i problemi di chiusure continue».
Pietro Guida
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