Papa Wojtyla con gli scout al raduno ai Piani di Pezza

Nel 1986 raggiunse 13mila giovani riuniti per un incontro organizzato dall’Agesci E incantò la folla: «Riconosco il profilo di queste montagne che mi sono care»
L’AQUILA. Agosto sembra essere il mese “preferito” dai Papi per le visite nell’Aquilano. Quella di Francesco sarà il 28 agosto prossimo, la prima all’Aquila di Giovanni Paolo II fu il 30 agosto 1980.
Ma ce n’è un’altra, ufficiale (e spesso dimenticata), di Giovanni Paolo II il 9 agosto 1986 ai Piani di Pezza nel Comune di Rocca di Mezzo per un incontro con 13mila scout in occasione della “Route nazionale Rovers-Scolte”, organizzata dall’Agesci, l’associazione Guide e Scout cattolici italiani.
PIANI DI PEZZA
Ecco parte del racconto che la giornalista Giovanna Peru, all’epoca caposervizio del Centro (il quotidiano dell’Abruzzo era nato da poco più di un mese) fece della visita del pontefice ai Piani di Pezza: «Oltre 13.000 scout dai 16 ai 20 anni alle 17 in punto hanno sollevato lo sguardo verso il cielo. L’elicottero bianco del Papa, in anticipo sui tempi, ha sorvolato i Piani di Pezza in tutta la loro lunghezza. Dall’alto il Pontefice ha potuto vedere la marea blu di giovani in divisa che lo aspettavano già da due ore prima, radunati sotto il palco dove avrebbe celebrato la messa. Papa Giovanni Paolo II aveva chiesto di visitare a piedi il campo, di camminare il più possibile tra la gente. Troppo tempo. Il Santo Padre ha dovuto rinunciare e accontentarsi di vedere dall’alto l’intero accampamento. Erano da poco passate le 17 quando a bordo della jeep gialla il Pontefice ha raggiunto lo sparuto numero di scout che era ad attenderlo nel quartier generale dov’era stata allestita la mostra sui lavori fatti dai gruppi di studio che si sono protratti fino alla tarda serata di ieri. I capelli bianchissimi spettinati dal vento, la papalina stretta tra le mani incrociate dietro la schiena, il Papa si è inoltrato nel campo accompagnato dalla responsabile nazionale della branca Scolte, Cristina De Luca. Un cerimoniale ridotto all’osso per l’occasione ha trasformato la visita del Santo Padre in una scampagnata tra amici. Cristina De Luca gli teneva il braccio mentre l’accompagnava nella visita alla mostra all’aperto e gli spiegava gli argomenti trattati. Non sono mancati momenti di ilarità quando il Santo Padre nel salutare un bimbo lo ha chiamato “pre-lupetto”. E poi l’abbraccio finale con i giovani, la foto ricordo. Lo sguardo divertito del pontefice mentre stretto fra i ragazzi ha ascoltato l’allegro motivo che gli era stato dedicato: «bello, cantatelo anche durante la messa», ha detto, “è bello anche il panorama, riconosco il profilo di queste montagne. Questa visita andava fatta a piedi”. E della sua disponibilità a stare a contatto con la natura e con la gente ha dato prova quando, quasi nascosto dalle braccia e dai volti dei ragazzi del sottocampo Fonte Cellese 16 (gli stessi che hanno allestito la mostra) tamburellava ritmando timidamente sulla testa di una ragazza il motivo della canzone».
IL DISCORSO
«Ho ascoltato parole molto nobili, parole di ringraziamento», disse il Papa agli scout, «mi avete detto grazie per essere venuto. Ma cosa devo dire io per la possibilità, l’occasione, il privilegio di essere qui? Allora dico anch’io grazie, un grazie profondamente sentito. Grazie di cuore per questo invito, per la possibilità di essere con voi, di essere qui, tra queste montagne; di vedere queste cime abruzzesi, di contemplare la bellezza di questa natura dell’Appennino, della vostra Patria. Per me è un’esperienza grande e molto cara. L’anno passato era l’Anno internazionale della gioventù e in quell’occasione nella “Lettera ai giovani e alle giovani del mondo” ho scritto che Gesù fa scoprire ai giovani che la giovinezza è un tesoro, è una ricchezza».
ROCCA DI MEZZO
Il Papa era giunto in elicottero a Rocca di Mezzo. L’atterraggio era avvenuto sull’Aia della Fonte.
Una breve visita nella piccola chiesa di Sant’Angelo e poi una cerimonia col saluto dell’allora arcivescovo dell’Aquila Mario Peressin, del sindaco di Rocca di Mezzo Fausto Ronconi, del presidente della giunta regionale abruzzese Emilio Mattucci e di Giovanni Cocciante in rappresentanza invece della Provincia dell’Aquila.
«PONTEFICE, PONTEFICE»
Nel volumetto “Il bianco e l'azzurro”, pubblicato dal Centro turistico Gran Sasso in occasione della visita ufficiale a Campo Imperatore nel giugno del 1993, il giornalista Gianfranco Colacito (scomparso nel 2021) racconta un episodio curioso che avvenne mentre Giovanni Paolo II stava raggiungendo i Piani di Pezza in jeep. Episodio che conferma l’amore del Papa per le montagne aquilane.
Ecco quello che scrive Colacito: «Nel 1986, il cronista, insieme con l’operatore televisivo Marcello Aromatario, dell’Aquila, e con un collega, riuscì grazie a una Panda 4x4 a inerpicarsi fuori strada fino ai Piani di Pezza. La Panda arrivò quasi accanto alla Toyota gialla sulla quale Giovanni Paolo II era in piedi. Il sottoscritto e il teleoperatore poterono accostarsi a un metro dalla jeep del Papa, a portata di voce. Fu allora che Aromatario si lasciò scappare un richiamo che voleva essere, ed era, del tutto rispettoso, ma anche del tutto originale. Gridò: “Pontefice, Pontefice...”. Il Papa si voltò tranquillo e squadrò i due ardimentosi. Il cronista colse al volo l’occasione e gli chiese: “Santità, riconosce queste montagne?”. E il Papa: “Sì, le conosco, mi sono care...”».
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