Papi e Perdonanza: da Paolo VI a Ratzinger

5 Giugno 2022

Montini confermò la Bolla, Wojtyla pregò nel 1980 davanti a Celestino, Benedetto XVI donò il pallio 

L’AQUILA. La “moderna Perdonanza” nata all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso è indissolubilmente legata alle figure dei pontefici post-Concilio Vaticano II.
PAOLO VI
Paolo VI, il primo Papa “viaggiatore” non è mai stato all’Aquila, ma ebbe il grande merito nel 1967 di confermare l’autenticità della Bolla del Perdono. Lo fece all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie e annoverò quella di Celestino V al primo posto dell’elenco ufficiale. Se non ci fosse stato quel passaggio tutto ciò che è venuto dopo sarebbe stato impossibile.
GIOVANNI PAOLO II
Giovanni Paolo II visitò L’Aquila il 30 agosto del 1980. È vero che nell’omelia non parlò di Celestino V (anche perché la sua visita era legata al VI centenario della nascita di San Bernardino) ma prima della messa sul piazzale di Collemaggio s’inginocchiò davanti al mausoleo di Celestino V e pregò. E nell’omelia riferendosi alla Basilica voluta da Celestino disse: “È una gioia per me trovarmi con voi in questo scenario stupendo, dove la Basilica di Collemaggio sembra essere stata costruita dalla mano dell’uomo per esprimere, in una magnifica sintesi di arte e di preghiera, ciò che la contemplazione delle vostre montagne suscita nel cuore: il senso dell’infinito, il verticalismo della vita, lo splendore di Dio, riflesso nel creato”. Giovanni Paolo II, durante il suo pontificato, ebbe una particolare predilezione per L’Aquila e le sue montagne (il 20 giugno 1993 inaugurò la chiesetta degli alpini a Campo Imperatore) scelte per “gite private”. E non è un caso che a San Pietro della Jenca, vicino a Camarda, sia nato il primo Santuario dedicato al Papa polacco, oggi Santo. BENEDETTO XVI
Il Papa, oggi emerito, rese omaggio a Celestino V (ponendo, sulla teca che ne conserva i resti mortali, il suo pallio) il 28 aprile 2009 quando arrivò all’Aquila per “asciugare le lacrime” della tragedia del terremoto. Poi, a fine febbraio 2013, lo “imitò” lasciando il soglio di Pietro come Celestino V aveva fatto il 13 dicembre 1294. Senza dimenticare che Celestino fu al centro anche della visita che Benedetto XVI fece nel luglio del 2010 a Sulmona. In quell’occasione il Pontefice disse: “San Pietro Celestino è stato prima di tutto un uomo di ascolto, di silenzio interiore, un uomo di preghiera, un uomo di Dio”. (g.p.)