Parcheggio San Basilio, critiche sui tempi
Romano (Passo Possibile): «Il centrodestra non riuscirà a completare nessun piano di posti auto»
L’AQUILA. «Dieci anni per il parcheggio sotto le mura di San Basilio». Lo afferma il capogruppo del Passo Possibile Paolo Romano che fa riferimento all’articolo del Centro sulla riqualificazione urbana di viale della Croce rossa.
«Nonostante sia appena passato in giunta il primo vero Documento di progettazione preliminare dell’era Biondi», scrive Romano, «vale a dire quello di via della Croce Rossa, non si può fare a meno di rilevare alla sua lettura che uno dei parcheggi strategici più importanti del centro storico, quello cioè sotto le mura urbiche di San Basilio, vedrà la luce nel 2026. La verità incontrovertibile che in maniera opportuna sarebbe dovuta venir fuori nel consiglio comunale straordinario sul centro storico, magari per bocca dello stesso sindaco, è che sotto questa consiliatura non ci sarà la realizzazione di nessun parcheggio pubblico. I progetti di Porta Leoni, di via XX Settembre e quello dell’ascensore su viale Rendina tecnicamente sono persino molto più indietro. Bisogna avere il coraggio di dire la dura verità a chi oggi in centro storico vuole ricominciare: i parcheggi pubblici più volte annunciati non ci saranno in questa consiliatura. È ora di mettersi concretamente al lavoro, senza più dichiarazioni quotidiane, ma con la costruzione di una task force sui progetti unitari e sulla costruzione di parcheggi pubblici. Sempre se si avrà la volontà di andare oltre i soliti proclami».
Romano entra nel merito delle scelte della giunta Biondi. «In delibera si nota la scelta di suddividere il progetto in due lotti di esecuzione, ma anche di progettazione, nonostante le certezze di natura economica si avranno solo col progetto definitivo in mano e non certo con un Documento preliminare di progettazione dove le somme sono inserite per supposizione. Tra l’altro l’incarico di progettazione (sia del primo lotto che del secondo) dovrà essere fatto con procedura pubblica di gara e quindi si sarà verosimilmente soggetti a tempistiche molto lunghe; pensare di spacchettare questo procedimento vuol dire cercare di avere meno opposizioni possibili così da non perdere troppo consenso in vista delle prossime sfide elettorali, oltre che allungare i tempi di realizzazione delle opere del piano di riqualificazione, finendo per infilarsi in gineprai normativi. Insieme alla gara di progettazione», sostiene ancora Romano, «dovrà essere espletata infatti anche la gara per la direzione lavori, quella per il coordinatore sicurezza in fase di esecuzione e quella per la verifica della progettazione esecutiva. Tre gare che andranno replicate con l’iter dello spacchettamento della progettazione. Tra dieci anni? Con una città che avrà altre esigenze e altre necessità cui far fronte. Procedere per due lotti di esecuzione dev’essere una scelta politica necessariamente successiva alla progettazione dell’opera che non può essere legata a questioni finanziarie poiché le regola».
Quanto ai soldi a disposizione per completare l’opera, «le somme a disposizione dell’ente per un’opera pubblica strategica come quella del restyling di via della Croce Rossa (o del ponte Belvedere) si trovano anche riaccertando alcune somme inutilizzate fino a oggi dall’amministrazione e che potrebbero essere tranquillamente soggette a rimodulazione; penso ai 900.000 euro del decreto 24 dell’ex commissario alla ricostruzione riferiti al consolidamento del ponte di Sant’Apollonia che fortunatamente non avrà bisogno di interventi poiché presenta una stabilità diversa da ciò che si pensava allora. Perché quei finanziamenti giacciono inutilizzati?».

