Parchi affollati, 9 multati su 815 controlli dei vigili

10 Maggio 2020

Il sindaco Biondi: «Gli aquilani stanno dimostrando senso di responsabilità Ma rilanciamo l’appello a mantenere alta l’attenzione e a rispettare le regole»

L’AQUILA. «Da lunedì scorso, giorno in cui si è potuto tornare a fruire di parchi e spazi pubblici, solo gli agenti di polizia municipale hanno controllato 815 persone ed elevato appena 9 sanzioni. Vuol dire che, anche in questa seconda fase, molti stanno dimostrando la stessa responsabilità che ha caratterizzato il periodo di lockdown».
A parlare è il sindaco Pierluigi Biondi, che rivolge un appello a tutti gli aquilani, «a mantenere alta l’attenzione e a rispettare le regole base per contenere e limitare il contagio: indossare dispositivi di protezione, mantenere la distanza interpersonale, lavarsi spesso le mani. Comprendo la grande voglia di riappropriarsi di luoghi e spazi a lungo interdetti a causa delle restrizioni emanate dal governo, ma il pericolo non è ancora alle spalle e ognuno deve prestare la massima cautela per proteggere la propria salute e quella degli altri. Sul sito internet vincilvirus.it è possibile consultare l’elenco e la relativa geolocalizzazione dei parchi e dei giardini pubblici aperti sul territorio comunale. «È un servizio che avevamo annunciato e che mettiamo a disposizione dei tanti aquilani che tornano a frequentare i parchi cittadini e possono così conoscere quelli attivi più vicini alla loro posizione», spiega Biondi. «Ricordo a tutti che sono chiuse le aree attrezzate per il gioco dei bambini e che è consentita l’attività motoria seguendo le indicazioni fornite dal ministero della Salute. In tutti i parchi sono affissi cartelli con le regole da seguire».
TORNANO LE MESSE. Biondi interviene anche in merito alla riapertura delle chiese e alla ripresa dell’attività pastorale. «È un segnale importante, sia per i credenti che per i laici. Le comunità, dai piccoli borghi ai quartieri metropolitani, hanno nella propria chiesa e nella propria parrocchia un punto di riferimento e di incontro. Si tratta di elementi spesso fondanti e comunque connotativi della nostra società. Il percorso verso il recupero della normalità, il processo di ricostruzione dopo ogni calamità o emergenza, e noi aquilani lo sappiamo bene, passa attraverso il riappropriarsi di “riti” collettivi, entrati a far parte della vita di una comunità e dunque elementi identitari in cui ci si ritrova e ci si riconosce. La ritualità del passeggio e dell’incontro, in determinati luoghi e determinati orari, la ritualità dei valori culturali, dell’andare a teatro o a un concerto, sono parte della nostra quotidianità e della nostra vita sociale. Al di là dell’aspetto religioso e spirituale, dunque, l’attività delle parrocchie si incardina in maniera essenziale in quella socialità che, seppure in forme diverse e forzatamente cambiate, dobbiamo e vogliamo recuperare. In questo senso la funzione religiosa», conclude il primo cittadino, «è da intendersi non soltanto come momento di rapporto diretto con l’Altissimo, ma anche come rito collettivo di una comunità che si incontra e si ritrova. I sacerdoti, che hanno accompagnato i fedeli anche in questa difficile prova, seppure a distanza, possono portare conforto e ristoro alle anime e, al contempo, contribuire alla ricostruzione di quel legame comunitario che, nelle società, grandi o piccole che siano, è alla base di ogni processo di rinascita».
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