«Parco archeologico e rilancio dei borghi con i fondi del Pnrr»

Turismo e storia: proposta dell’ex consigliere De Paolis per valorizzare Forcona, l’antica cattedrale e palazzo Oliva
L’AQUILA. Un Parco archeologico immerso nella natura, alle porte dell’Aquila, da finanziare con i fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr). La proposta arriva dalla frazione di Bagno e se ne fa portavoce l’ex consigliere comunale Tonino De Paolis. «Vicino all’Aquila, nascoste tra la natura, a pochi passi dai laghi di San Raniero e San Giovanni e dall’ambiente urbanizzato emergono», sottolinea De Paolis, «tre importanti aree di grande valore storico: l’area archeologica di Forcona, città romana; l’antica cattedrale di San Massimo d’Aveja e palazzo Oliva».
FORCONA
«Nell’area archeologica di Forcona», dice De Paolis, «nel corso degli scavi degli anni scorsi sono stati rinvenuti il podio di un tempio di età repubblicana e un vasto terrazzo sorretto da un imponente sistema di concatenazioni semicircolari in opera reticolare su vari livelli. Bisognerebbe continuare gli scavi per far emergere l’antica città ancora sommersa».
LA CATTEDRALE
«C’è poi ciò che rimane della medioevale cattedrale di San Massimo d’Aveja», sottolinea De Paolis, «l’edificio presenta una pianta rettangolare con tre navate e un’ampia cripta ad oratorio, con volte a crociera a sostegno del presbiterio rialzato. L’abside di notevole pregio è in parte ancora visibile. La torre ben conservata è composta da lastroni con decorazioni e bassorilievi scavati nella pietra».
PALAZZO OLIVA
«Palazzo Oliva Vetusti sorge a pochi passi dall’area archeologica di Forcona e dalla cattedrale di San Massimo», spiega De Paolis, «la struttura è di origine cinquecentesca, ma l’aspetto attuale è settecentesco, con torrette angolari e piccionaie. Fu infatti ristrutturato dopo il terremoto del 1703 che rase al suolo il comprensorio aquilano. Nei sotterranei conserva resti di terme romane e le stanze superiori sono ornate da affreschi, uno in particolare rappresenta San Raniero, vescovo di Forcona, santo patrono di Bagno e delle sue ville. Ci sarebbe la possibilità di sistemare via Moritola, che funge da collegamento con tutti i siti, dotandola anche di idonea illuminazione ovviamente recuperando e coordinando i finanziamenti già esistenti – sia per Villa Oliva che per la chiesa Novecentesca di San Raniero che per la ex Cattedrale – in un’ottica di visione unitaria dell’intera zona. Queste presenze così importanti a poche centinaia di metri l’una dall’altra, se ben recuperate e inserite in un parco archeologico, potrebbero esaltare l’identità, la tradizione e il contesto storico ambientale e sarebbero in grado di promuovere l’intero territorio. Da qui nasce l’urgenza di programmare interventi nell’ambito del Pnrr che guardi al futuro dei nostri borghi», conclude De Paolis.
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