Parco d’Abruzzo, 100 anni di storia Il ministro: «Qui si difende la vita»

Convegno, corteo storico e musica per celebrare l’anniversario dell’area protetta: fu istituita nel 1922 Bianchi promuove la Carta per l’educazione alla biodiversità. Marsilio: «Siamo modello esemplare»
PESCASSEROLI. Pescasseroli in festa per i cento anni del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un appuntamento in grande stile celebrato ieri nel cuore dell’area protetta con confronti e momenti di svago. Ospite d’onore il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che ha promosso per l’occasione la “Carta per l’educazione alla biodiversità”.
IL CONFRONTO
A dare il benvenuto all’incontro nella tensostruttura adiacente al centro natura è stato il presidente del Parco, Giovanni Cannata, che ha parlato delle importanti sfide che attendono l’area protetta. Al confronto hanno partecipato il direttore del parco, Luciano Sammarone, il presidente della comunità del Parco Antonio Di Santo, il vescovo dei Marsi Giovanni Massaro, ambientalisti, forze dell’ordine, rappresentanti istituzionali, cittadini e appassionati di montagna. «Il parco è una scuola», ha commentato il ministro Bianchi, «ma non una scuola di difesa ambientale, ma di difesa della vita. E la vita per definizione è fatta di diversità. Dobbiamo avere ora la capacità di ritrovare insieme dei percorsi che diventino scuola di vita collettiva. La capacità di riprendere il nostro cammino è la scuola dei parchi». Per l’onorevole Luigi D’Eramo (Lega) questo è «un centenario che porta con sé la grande sfida della conservazione di specie soprattutto animali che fanno conoscere e amare l’Abruzzo nel mondo». Secondo Michele Fina, segretario regionale Pd, «il parco è un esempio di eccellenza. La sfida è continuare nel solco di progetti e risorse che derivano dagli obiettivi della transizione ecologica».
IL CORTEO
Tutti i paesi del Parco nazionale, con sindaci e gonfaloni, hanno attraversato Pescasseroli per lo storico corteo. Le donne in costume, la musica della banda e i tanti partecipanti hanno creato un clima di festa interrotto poi dal maltempo. Il primo cittadino di Pescasseroli Giuseppe Sipari, davanti alla Fontana San Rocco, ha ricordato l’importanza «di un percorso che ha visto la trasformazione naturalistica, socio-economica e turistica di un intero territorio, fino ad arrivare a un patrimonio che ha una valenza internazionale». Non è mancato il presidente della Regione Marco Marsilio: «Il Parco rappresenta un punto cardinale del nostro territorio», ha detto Marsilio, «attraverso il quale l’Abruzzo è conosciuto in tutto il mondo come “regione verde”, in un’epoca segnata dalla cosiddetta transizione ecologica e dal forte recupero di valori come salvaguardia ambientale e sostenibilità, un territorio come il nostro diventa modello esemplare». La giornata è andata avanti col coro Decima Sinfonia di Pescasseroli che ha intonato l’Inno del parco e la proiezione di un documentario.
LA STORIA
Una targa nella Fontana San Rocco ricorda l’onorevole Erminio Sipari e la fondazione del 9 settembre 1922. A proporre l’istituzione dell’area protetta fu nel 1917 la commissione per i parchi nazionali della federazione Pro montibus. Nell’ottobre del 1921 a Opi la stessa federazione volle istituire la prima area protetta d’Italia affittandogli 500 ettari della costa Camosciara. Nel settembre del 1922 per volere di Sipari un’area di 12mila ettari divenne parco nazionale. L’11 gennaio 1923 lo Stato ne riconobbe ufficialmente l’istituzione.
Il premio sipari
Ieri è stato inoltre presentato il Premio Sipari che riconosce l’impegno di chi sviluppa studi originali nel campo della divulgazione naturalistica e scientifica, della conservazione e gestione della natura, attualizzando gli innovativi insegnamenti di Erminio Sipari. I membri della giuria procederanno nei prossimi mesi a valutare i lavori per assegnare i riconoscimenti. La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Erminio e Zel Sipari.
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