Parco della Memoria, prima pietra dopo attese, polemiche e ritardi

30 Ottobre 2019

Lavori al via a piazzale Paoli: nel progetto la realizzazione della fontana monumentale e l’obelisco Presenti alcuni dei familiari delle vittime del terremoto con lo striscione che riporta i 309 nomi 

L’AQUILA. Dieci anni di attesa per i parenti delle vittime. Dieci anni in cui la città è stata privata di un luogo fisico dove coltivare il ricordo. Solo ieri, con un ritardo che non trova giustificazione nell’azione politica, né in quella tecnico-amministrativa, è stata apposta la prima pietra del Parco della memoria, che sorgerà a piazzale Paoli, a pochi passi dalla Villa comunale. L’area scelta è ricompresa nel triangolo tra via XX Settembre, via Campo di Fossa e via Luigi Sturzo laddove, la notte del 6 aprile 2009, si è registrato il più alto numero di decessi. È qui che, entro maggio, data indicata come fine lavori, sorgerà una fontana monumentale lunga 40 metri, sormontata da un obelisco dell’altezza di 15 metri, rivolto verso la Casa dello Studente. L’intero parco pubblico, dalla forma ovale, verrà riqualificato in un unicum con la zona dell’Emiciclo, «palazzo che ha dettato le proporzioni dell’intervento». Una cerimonia sobria, per l’avvio del cantiere atteso dal 2013, a cui hanno preso parte il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore alla ricostruzione Vittorio Fabrizi, i progettisti del Parco, Manfredo Gaeta e Annalisa Di Luzio, il direttore dei lavori, Domenico Cimini, il responsabile del procedimento, Pierluigi Seccia, e alcuni parenti delle vittime, che hanno esposto uno striscione bianco con incisi 309 nomi in rosso.
PARCO DELLA MEMORIA. L’opera, appaltata dalla società Cricchi di Roma, avrà un costo di 420mila euro, con un ribasso su base d’asta rispetto ai 557mila euro inseriti nel bando. Nella prima versione, il progetto prevedeva l’eliminazione della scalinata che da viale Crispi scende verso piazzale Paoli e l’abbattimento di una quindicina di alberi. Scelta contestata dai residenti della zona, tanto da portare a una rivisitazione dell’intervento con l’abbassamento dell’obelisco da 18 a 15 metri e la sola realizzazione della fontana monumentale al centro del parco. «Lo spazio verrà interamente riqualificato», ha spiegato Manfredo Gaeta. «Il Parco della memoria si sviluppa intorno alla fontana monumentale, che dialoga per forma e dimensioni con il vicino Palazzo dell’Emiciclo. L'obelisco è orientato idealmente verso la casa dello studente: un elemento totemico, che evoca un albero che sale verso il cielo. C’è, poi, l’elemento acqua, fonte di vita, e quello delle radici che si irraggiano alla base dell’obelisco, sotto la superficie della fontana». Cimini ha assicurato che «condizioni climatiche permettendo, la struttura sarà inaugurata a fine maggio 2020, mentre è ancora da stabilire l’esatta collocazione dei nomi delle vittime».
COLTIVARE IL RICORDO. «Il sentimento della memoria», ha dichiarato il sindaco Biondi, «serve anche come monito per acquisire piena consapevolezza di quello che abbiamo passato, di come la sicurezza sia un tema imprescindibile, su cui concentrare continuamente l’attenzione, non solo nel momento in cui si verificano eventi catastrofici. Abbiamo atteso fino troppo tempo; è stato un progetto anche un po’ controverso, che ha avuto varie fasi, ma adesso ci siamo. Questo parco», ha proseguito Biondi, «diventerà uno dei luoghi della memoria della città. Non l’unico, speriamo, visto che ci sono altri progetti in itinere, compreso quello della Casa dello studente». L’assessore Fabrizi ha parlato di «un progetto che unisce retrospettiva e prospettiva e si lega con naturalezza agli spazi urbani circostanti».
PER LE 309 VITTIME. Grande la commozione dei parenti delle vittime del sisma, che hanno preso parte alla cerimonia: Federico Vittorini, che ha perso la madre e la sorella, Paolo Carosi, padre di Claudia, e Antonietta Centofanti, presidente del Comitato familiari delle vittime della casa dello studente. «Un simbolo arrivato in ritardo, che sembra quasi un peso», lo ha definito Vittorini, «ma che deve richiamare una memoria improntata al futuro e al ricordo».
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