Parco fluviale riaperto ma solo per uno sbaglio

Un addetto del Comune aveva dimenticato di chiudere il cancello d’ingresso Disattese le aspettative dei cittadini e non c’è ancora un gestore dell’area verde
SULMONA. Cancello aperto, biciclette su e giù lungo il viale e tanti sorrisi per la riapertura del più importante polmone verde della città. Così hanno pensato decine di persone che tra mercoledì e giovedì si sono ritrovate a passeggiare all’interno del parco fluviale, che era stato chiuso da qualche mese per mancanza di personale dopo i vari raid vandalici che hanno distrutto parte dell’impianto elettrico e di amplificazione presente nella struttura. «Finalmente è stato riaperto il parco fluviale», è stata l’esclamazione soddisfatta di tanti. Niente di tutto ciò. Il parco è rimasto aperto per due giorni per una dimenticanza dell’addetto del Comune che mercoledì aveva aperto il cancello per consentire il sopralluogo a un’associazione interessata nel mese di giugno a svolgere una manifestazione, e che era andato via senza richiuderlo. Dopo la segnalazione di alcuni cittadini, dal Comune ieri sera si sono affrettati a porre rimedio alla situazione chiudendo il cancello principale. Il parco fluviale resta quindi chiuso e lo rimarrà ancora per tanto tempo se il Comune non si deciderà a risolvere una volta per tutte il problema. Lo stesso assessore all’ambiente Manuela Cozzi, da poco tempo entrata a far parte dell’esecutivo, si dice incredula. «Non è possibile tenere chiuso uno spazio verde così rilevante, al centro della città e per realizzare il quale si sono spesi fior di quattrini. I cittadini fanno bene a protestare e risolvere questo spinoso caso sarà una delle priorità dei prossimi giorni». Per Cozzi il problema è riconducibile alla gestione e al controllo dell’area che dovrebbero essere garantiti attraverso un sistema virtuoso che consenta di tenere in ordine il parco e di promuoverne l’utilizzo attraverso iniziative culturali, sportive e ricreative. A tal proposito potrebbe essere utile l’iniziativa della diocesi, che rientra nel progetto nazionale della Cei, per la realizzazione di una rete di piccole-medie imprese, attività artigianali e liberi professionisti. A tal fine sabato prossimo nei locali del Vescovado sarà sottoscritto un patto di collaborazione tra la diocesi, rappresentata dal vescovo Michele Fusco, e il consorzio Terra Viva che potrebbe risultare utile anche per la gestione del parco fluviale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

