Parco fluviale sempre più nel degrado

Si attende che il Comune di Sulmona affidi l’area a privati, ma al momento è meta di vandali
SULMONA. Nell’attesa che il parco fluviale venga affidato ai privati per la gestione, l’area continua a restare meta di vandali e abbandono. Tra erba alta in alcuni punti, bagni distrutti, scritte sui muri, rifiuti sparsi e vetri rotti, il polmone verde della città mostra il peggio di sé. Nei mesi scorsi erano stati gli stessi cittadini a ricordare lo stato di degrado in cui versa il giardino pubblico, organizzando delle "sedute” di pulizia straordinaria per portarci almeno i bambini del quartiere a giocare. Purtroppo, i lavori straordinari dei residenti nulla hanno potuto contro il danneggiamento delle strutture e degli arredi. Appena ieri è arrivata l’ennesima denuncia di un sulmonese, dopo una breve passeggiata col suo cane all’interno del parco. «Facendo un giro all’interno del parco con il cane, noto subito il cartello che avvisa di tenere l’animale al guinzaglio, racconta il cittadino. «Al termine del giro mi rendo conto che l’unico a non danneggiare e creare incuria nel parco è proprio il mio animale. Mentre per certi esseri umani ci vorrebbe sì il guinzaglio, anzi la catena». Effettivamente, facendo un giro nel mega-giardino cittadino, si resta basiti di fronte all’incuria generale in cui è sprofondato, sembrando a tutti gli effetti una zona abbandonata e impervia della città. Già dalla rampa di accesso col “benvenuto” dei rifiuti, fino ad arrivare alla zona verde (in alcuni punti una savana) e fino a incontrare quel che resta della struttura. Dopo un abbandono lungo anni, all’ex amministrazione era riuscito il colpo di reperire i fondi per ristrutturare e ripulire il polmone verde della zona nuova della città. Il progetto si era concentrato sulla pavimentazione e l’impianto di illuminazione. I lavori – con un importo di 73mila euro – furono affidati alla Corazzini costruzioni srl di Popoli. La precedente amministrazione Federico, invece, aveva approvato un progetto (rimasto sui carta) per riaprire le porte del parco cittadino (più di 4 ettari) inaugurato negli anni ’80. Erano previsti: la riqualificazione dell’orto botanico e del parco giochi, la realizzazione di due uffici da 25 metri quadrati e una sala per le associazioni da 30, un bar, una libreria, oltre alla ripavimentazione dello spazio adibito ad anfiteatro, con la creazione di bagni e l’abbattimento delle barriere architettoniche.(f.p.)
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