Parco Sirente Velino, allarme tagli Il Wwf: «Così si favorisce la caccia»

L’associazione torna a contestare la riduzione (10mila ettari) dell’area protetta nella Valle Subequana «Queste aree boschive sono state trasformate in vere zone di guerra, decimati uccelli e mammiferi»
SECINARO. «Il taglio delle aree del Parco regionale Sirente Velino sta favorendo la caccia e producendo danni seri alla fauna». È quanto denuncia il Wwf Abruzzo Montano presieduto da Antonello Santilli che chiede controlli su tutto il territorio da parte dei carabinieri forestali.
LA NUOVA NORMA
Una lunga battaglia ha caratterizzato la primavera e le prime settimane dell’estate in Abruzzo. Si tratta di quella portata avanti contro il taglio delle aree del Parco Sirente Velino poi impugnato dal governo a due mesi dall’approvazione in Regione su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini. Nel pacchetto approvato a maggioranza c’è un taglio di circa 6mila ettari secondo la Regione e di 10mila secondo le associazioni ambientaliste, di terreni dell’area protetta, ma anche la divisione del parco in tre aree comprensoriali – Subequana, Marsica e Altopiano Sirente-Velino – e l’istituzione di un comitato tecnico scientifico con presidente e direttore.
LA DENUNCIA
«Quello che sta accadendo, in particolare nell’area di Acciano, è vergognoso. Da quando è stata riaperta la caccia, le aree boschive del territorio comunale, località tagliate questa estate dal Parco regionale Sirente Velino, sono diventate zone di guerra». Questa la posizione ufficiale espressa dal Wwf Abruzzo Montano sulla situazione che si sta vivendo in questi giorni nell’area protetta.
«I cacciatori», hanno spiegato dall’associazione ambientalista, «ormai hanno mano libera su tutto il patrimonio faunistico, che fino a qualche mese era protetto dalla regolamentazione del Parco regionale e non è raro trovare a terra bossoli di fucile e proiettili esplosi». Secondo i referenti del Wwf, la fauna è minacciata da questa situazione.
«Nel momento in cui si apre alla caccia su un tale tesoro faunistico integro», hanno continuato dal Wwf Abruzzo Montano, «non solo vengono decimati un numero inimmaginabile di uccelli e mammiferi caratteristici delle nostre aree, ma anche gli animali protetti e non cacciabili sono esposti ad uno stress talmente alto da causarne la morte. Inoltre la presenza dell’uomo o il rumore degli spari può causare in questi animali panico, perdita dell’orientamento, autolesionismo, nonché l’invasione dei territori da parte di altri simili o di predatori».
PIÙ CONTROLLI
Secondo l’associazione ambientalista servono più controlli sul territorio anche per tutelare i turisti che si trovano nella zona.
«I turisti che vengono a visitare la nostra meravigliosa natura fino a pochi mesi fa potevano muoversi sui sentieri del Parco senza doversi ritrovare in mezzo alle doppiette», hanno concluso dal Wwf, «chiediamo a gran voce la presenza di controlli massicci dei carabinieri forestali, il ripristino originario dell’area del Parco Sirente Velino e pretendiamo che chi ha commesso questo scempio se ne prenda tutte le responsabilità».
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