Parco Sirente-Velino ecco i nuovi dirigenti dell’area protetta

22 Luglio 2021

Con D’Amore presidente, nel direttivo scelti Tedeschi (Cerchio) Franceschi (Rocca di Cambio) e Musti (Castelvecchio Subequo)

ROCCA DI MEZZO. Scelti i nuovi vertici, il parco Sirente-Velino ha diffuso una nota a nome dei sindaci della Comunità del Parco (Acciano, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Magliano de’ Marsi, Massa d’Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne’ Vestini, Secinaro, Tione degli Abruzzi.
«Con decreto del presidente della Regione è stato nominato presidente del parco regionale Sirente-Velino Francesco D’Amore, già presidente della Comunità del Parco dal marzo 2017. Oltre a D’Amore sono stati nominati i 3 consiglieri del direttivo espressione delle tre macro aree: il sindaco di Cerchio Gianfranco Tedeschi (area marsicana), il consigliere comunale di Castelvecchio Subequo Sabatino Musti (area Subequana) e il consigliere di Rocca di Cambio Francesco Franceschi (area delle Rocche). L’indicazione del nominativo del presidente e dei consiglieri viene dalla Comunità del Parco in seduta plenaria (21 sindaci più il rappresentante della Provincia). La Comunità del Parco, di espressione sia di centrosinistra che di centrodestra che di area civica, all’unanimità ha indicato Francesco D’Amore quale nominativo da sottoporre all’intesa dell’assessore Emanuele Imprudente e all’attenzione del presidente della Regione. Sempre dalla Comunità del Parco è venuta la scelta dei tre rappresentanti delle macroaree. Un atto di democrazia partecipata che vede il territorio per la prima volta protagonista del destino dell’area protetta con l’assunzione di una grande responsabilità verso l’intera collettività. La nuova legge voluta dalla Regione segna un funzionale cambio di rotta che pone i Comuni per la prima volta al centro delle decisioni riconoscendo agli amministratori un ruolo da protagonisti sulla gestione territoriale, prima disposta in altre stanze».
«Sarò il presidente di tutti», afferma D’Amore, «come è nel mio modo di fare e come ho dimostrato durante il mio mandato da sindaco e da presidente della Comunità del Parco. Certo il movimento di opinione generatosi, spesso con toni anche molto pesanti, bene non ha fatto all’immagine del Parco e delle sue genti, andando a intaccare un percorso virtuoso intrapreso negli ultimi anni. Siamo convinti che non è il perimetro che fa il Parco, ma è il Parco che deve guadagnarsi il perimetro proposto. Dimostreremo a tutti che le scelte di questa governance sono quelle giuste. Lavoreremo affinché il Parco regionale sia veramente aperto e inclusivo».