Parco urbano, vicina la chiusura dell’iter per piazza d’Armi

Progetto per tredici milioni nella grande area in zona Ovest Il piano dal percorso tormentato sta per vedere la luce
L’AQUILA. Seppur a tappe lentissime, va avanti l’iter per la realizzazione del Parco Urbano di Piazza d’Armi. Con una recente determina del settore ricostruzione Beni pubblici è stato affidato il servizio di verifica del progetto esecutivo (si tratta del progetto aggiornato nel gennaio 2019 con aumento dei costi, ora si parla di circa 13 milioni di euro). La verifica del progetto è uno degli ultimi passaggi della procedura anche se è difficile ipotizzare i tempi per l’apertura del cantiere. Il servizio è stato affidato a una società con sede a Genova per 64.000 euro (il ribasso offerto è stato del 69 per cento).
LA STORIA. Il consiglio comunale (sindaco Massimo Cialente) in data 17 settembre 2008, quindi ante sisma, decise la riqualificazione urbanistica dell’area di piazza d’Armi con l’approvazione di un progetto preliminare, in variante al Prg. L’idea era di realizzare un grande parco urbano. Quell’area è stata per decenni di proprietà del demanio militare e utilizzata prevalentemente per le esercitazioni. A un certo punto il terreno viene messo in vendita e l’amministrazione per evitare di farlo finire in mano a privati, pronti magari a lottizzarne ogni angolo, lo acquista per poco più di 2 milioni. Il 6 aprile del 2009 arriva il terremoto e tutto si ferma. Piazza d’Armi e dintorni vengono occupati da tendopoli e strutture della protezione civile. Il parco deve aspettare. 2013. Nel 2013 il progetto viene “resuscitato” e nel frattempo si cerca di dare una sistemata a tutto l’accesso Ovest della città con l’ampliamento di viale Corrado IV. Valorizzare un’area, quella di piazza d’Armi, dove intanto sono nate nuove strutture e altre sono state riqualificate diventa non più rinviabile. Viene indetto un bando europeo di progettazione vinto dalla società Modostudio che mette l’idea nero su bianco e stima in circa 20 milioni il costo di realizzazione. Alla stessa società viene affidata anche la progettazione definitiva. Per trovare i soldi il Comune partecipa al bando nazionale Piano Città (una iniziativa del 2012 dall’allora governo Monti), è fra i 28 comuni vincitori e ottiene 15 milioni di euro. Altri 3 milioni giungono dall’Australia e in particolare dal Comitato Australian Abruzzo che li raccoglie fra i cittadini di origine italiana. Infine il Pd, attraverso la cosiddetta Legge mancia, ne aggiunge altri 4 e si giunge così a 22 milioni.
2014. Nel 2014 viene messo a punto il progetto definitivo che sarà quello che andrà poi a gara d’appalto. Il costo rispetto all’ipotesi iniziale è più contenuto, 18 milioni. L’area oggetto dell’intervento è di 95.604 metri quadrati; il teatro cilindrico è ispirato al Globe Theatre di Londra, ha un diametro di 46 metri e una superficie di quasi 4.000 metri quadrati. Il parcheggio è interrato su due livelli per 13.000 metri quadrati circa, infine c’è un edificio a funzione direzionale (uffici o altro) di 1.000 mq.
2015. Nel 2015 viene indetta la gara per un cosiddetto appalto integrato. In sostanza la ditta che se l’aggiudicherà dovrà fare anche il progetto esecutivo. Base d’asta 18.000.000 di euro.
2016. Il 16 febbraio 2016 vengono aperte le buste. La spunta l’impresa Rialto Costruzioni spa di San Tammaro (Caserta) che si dice pronta a fare i lavori per un importo di 10.297.290 euro (inclusa naturalmente la progettazione esecutiva). L’aggiudicazione avviene al massimo ribasso e la Rialto, rispetto alle altre 50 imprese concorrenti, ne offre uno del 60 per cento. 2017-2018. Nel 2017 la società Rialto presenta in Comune il progetto esecutivo e qui c’è la sorpresa. Infatti, secondo la ditta, i 10 milioni di cui sopra non bastano per fare i lavori, ma ce ne vorrebbero almeno 15. La cosa viene giustificata dal fatto che vanno migliorate diverse cose fra cui la vulnerabilità sismica della struttura. I calcoli in sostanza vanno rifatti. La società che doveva “validare” il progetto, la Pcq, il 18 ottobre 2017 comunica all'amministrazione che “lo sviluppo dell’analisi preliminare del progetto esecutivo (quello fatto dalla ditta aggiudicataria) evidenzia una serie di modifiche rispetto al progetto definitivo posto a base di gara, in particolare il quadro economico di progetto risulta variato in aumento in modo significativo” quindi il Comune “ha richiesto alla Rialto Costruzioni spa di comunicare le considerazioni ergotecniche e costruttive per la valutazione delle varianti apportate ovvero provvedere a presentare un nuovo progetto esecutivo ricondotto alle previsioni e importi del progetto definitivo”.
NUOVO PROGETTO. A fine gennaio 2019 la ditta appaltatrice ha trasmesso al Comune “il nuovo progetto esecutivo rielaborato in ordine ai requisiti di conformità e alle esigenze di esecuzione dell’appalto con la rideterminazione del quadro tecnico economico” che ammonta a poco più di 13 milioni.
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