Parco, vaccinati oltre trecento cani
Lotta al randagismo per tutelare la fauna selvatica, orsi in particolare
PESCASSEROLI. Concluse le visite ispettive per la prevenzione del randagismo canino nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’operazione, che ha visto coinvolti 13 comuni ricadenti nei tre ambiti regionali della riserva naturale, ha portato in poco meno di due settimane al controllo di ben 100 aziende zootecniche. Sono stati vaccinati 332 cani e iscritti 225 animali all’anagrafe canina. Un risultato di tutto rispetto se si considerano le distanze tra i paesi del Parco e il ristretto tempo a disposizione. Condotta dall’Ente nazionale protezione animali (Enpa), insieme al Servizio veterinario del Parco e in collaborazione con i servizi veterinari pubblici e l’Associazione salviamo l’orso, la task force ha portato a vaccinare 53 cani a Opi, 48 a Pescasseroli, 42 a Barrea, 23 a Lecce nei Marsi, 18 a Civitella Alfedena, 7 a Villetta Barrea e 4 a Gioia. Gli altri comuni ispezionati sono stati Settefrati, Picinisco, San Biagio Saracinisco, Pizzone, Rocchetta al Volturno e Montenero Val Cocchiara. L’operazione si inserisce nell’ambito delle azioni che il Parco sta conducendo a tutela dell’orso bruno marsicano e più in generale della fauna selvatica. Particolarmente interessante la collaborazione con l’Enpa, che da sempre si occupa di tutela degli animali e che ha deciso di mettere a disposizione del Parco e dell’orso l’esperienza e la professionalità dei suoi tecnici. «Si è trattato di un primo intervento importante» commenta Antonio Carrara, presidente del Parco nazionale d’Abruzzo «per affrontare il problema del randagismo canino nel territorio dell’area protetta iniziandolo a portare a soluzione». Soddisfatto dell’operazione antirandagismo anche Antonio Fascì, responsabile del servizio nazionale guardie zoofile e del nucleo di intervento dell’Enpa: «Solo con le collaborazioni sinergiche si combatte la piaga del randagismo».
Massimiliano Lavillotti
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