Parenti delle vittime: subito il Parco della memoria

Vittorini e Bucci: la proposta del sindaco di fare una colletta per trovare i soldi è l’ennesima dimostrazione del disinteresse del Comune per chi non c’è più
L'AQUILA. Non ha il consenso dei parenti delle vittime la proposta del sindaco, Massimo Cialente, di avviare una colletta tra gli aquilani per raccogliere i 700mila euro necessari per il parco della Memoria, a piazzale Paoli. Il progetto prevede la realizzazione di una fontana in ricordo dei 309 deceduti, che smetterà di sgorgare acqua ogni anno, dal 18 dicembre, data della prima scossa, al 6 aprile. Dopo l'assegno di 87.500 euro, consegnato da Eataly, Cialente propone un meccanismo di donazioni spontanee per far fronte alle spese di costruzione del monumento. Idea bocciata a priori dal consigliere comunale, Vincenzo Vittorini: «Gli aquilani pagano già le tasse, non c'è bisogno di chiedere altro» afferma «se il Comune avesse voluto ricordare le vittime del terremoto, si sarebbe attivato già dal 2009. All'Aquila sono arrivati 12 miliardi di euro per la ricostruzione: bastava accantonare una cifra minima per realizzare un monumento in memoria di chi non c’è più. Sono passati quasi sette anni dal 6 aprile 2009, questa amministrazione non ha voluto farlo e non lo farà. Mi auguro che in futuro qualcuno senta il bisogno morale e affettivo di dare voce al ricordo». Ancora una volta, delusione e rabbia per Vittorini, che dice: «Evidentemente il Comune si sente responsabile, se non penalmente, almeno eticamente di quanto accaduto quella tragica notte: mancano sia il ricordo che la memoria. Siamo in una città che non vuole ricordare, ma preferisce sprofondare nell'oblio. Dopo il terremoto del 1703 gli aquilani misero in cantiere la costruzione della chiesa del Suffragio e abolirono il carnevale, il cui inizio fu, poi, posticipato. La realtà odierna è diversa e ha il sapore amaro di un distacco evidente tra la città e le vittime del sisma e tra le famiglie che piangono i propri morti e il resto degli aquilani». Anche Renza Bucci che porta avanti con tenacia la battaglia per il ricordo delle vittime del sisma, definisce la colletta proposta da Cialente «un gesto che potrebbe essere anche apprezzabile da parte degli aquilani ma non è la risposta al bisogno impellente di ricordare una tragedia che è nella storia dell'Aquila. E lo resterà nel tempo». Vedo ovunque spuntare villette e case signorili dove prima c'erano baracche e ruderi» evidenzia «è mai possibile che in tutto questo fiorire di nuove abitazioni e di fondi che arrivano per la ricostruzione fisica delle case, non vi sia la possibilità di reperire una somma per la realizzazione del parco della Memoria? Il Comune propone ponti, opere faraoniche, nuove infrastrutture, ma dimentica le vittime del sisma. Mi auguro che, seppure a sette anni dalla tragedia, ci sia la volontà di mandare in porto il progetto e di concretizzare un'opera che è il segno delle ferite che portiamo sulla nostra pelle».
Monica Pelliccione

