Parità di genere tra i dipendenti, ma mancano due dirigenti donna

5 Marzo 2022

La giunta comunale ha approvato il Piano triennale di azioni positive: rispettate le pari opportunità Entro il 2023 dovrà essere colmato il divario delle figure apicali. «Nessun disagio o discriminazione»

L’AQUILA. La giunta comunale ha approvato il Piano triennale di azioni positive 2021-2023. Nella delibera si dà atto che «alla luce delle risultanze dell’analisi dell’organico in servizio effettuato dal settore risorse umane, non sussistono, in linea generale, situazioni di disparità o di divario tra generi nei vari settori e nelle diverse categorie professionali dell’Ente e che, pertanto, l’organizzazione dell’Ente non necessita di misure dirette a favorire il riequilibrio della presenza femminile. Non sono pervenute segnalazioni in merito a discriminazioni o situazioni di disagio da parte dei dipendenti dell’Ente».
DIRIGENTI
«L’unica situazione di disparità» si legge ancora «riguarda allo stato attuale le figure dirigenziali, in quanto, nel corso dell’anno 2021, l’Ente ha perso le uniche due dirigenti donna, una a seguito di pensionamento, l’altra per mobilità in altro ente. Conseguentemente, nel triennio di riferimento, occorrerà adottare delle misure finalizzate a sanare il divario di genere esistente a livello di figure dirigenziali».
OBIETTIVI
Le azioni positive previste nel Piano «sono orientate a favorire e tutelare le pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale e a promuovere politiche di conciliazione famiglia lavoro e di coordinamento dei tempi e delle responsabilità professionali e familiari. Con il Piano azioni positive il Comune dell’Aquila intende individuare e rafforzare, in continuità con le previsioni dei precedenti piani, misure dirette a conseguire i seguenti obiettivi: riconoscere e tutelare il diritto alla pari libertà e dignità personale dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Ente; riconoscere il benessere psicologico dei lavoratori e delle lavoratrici come valore fondamentale da promuovere e tutelare, garantendo un ambiente di lavoro sicuro e sereno in quanto privo di condotte moleste, mobbizzanti, discriminatorie o comunque lesive dell’onore e della dignità personale altrui; rimuovere eventuali ostacoli che impediscono la piena ed effettiva realizzazione delle pari opportunità nel lavoro fra uomini e donne; garantire il rispetto delle pari opportunità nelle procedure di reclutamento del personale; promuovere le pari opportunità in materia di formazione, aggiornamento e qualificazione professionale; implementare politiche di conciliazione famiglia-lavoro, favorendo il coordinamento degli impegni e delle responsabilità professionali e private in un’ottica di promozione e valorizzazione del benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, anche attraverso una diversa organizzazione del lavoro, compatibilmente con le esigenze di servizio e le disposizioni in materia di pubblico impiego; favorire la crescita professionale e la responsabilizzazione del personale, promuovendo il riequilibrio dei settori e dei livelli professionali laddove dovesse sussistere una sottorappresentazione di genere; improntare la gestione delle risorse umane al rispetto e alla valorizzazione delle condizioni specifiche di uomini e donne, in un’ottica di effettiva promozione della “cultura di genere”; favorire, anche in collaborazione con il Comitato unico di garanzia e con le consigliere e i consiglieri di parità territorialmente competenti, la diffusione di buone prassi in materia di pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori».