Parla lo storico Salzano: «Così è nato il Campo 78»

12 Gennaio 2020

SULMONA. La notizia della recente smilitarizzazione de Campo 78 di Fonte d’Amore che sarà destinato a museo della memoria ha sollecitato l’interesse di storici e studiosi, soprattutto di Giulio...

SULMONA. La notizia della recente smilitarizzazione de Campo 78 di Fonte d’Amore che sarà destinato a museo della memoria ha sollecitato l’interesse di storici e studiosi, soprattutto di Giulio Salzano ricercatore del dipartimento Dilass dell’Università di Chieti-Pescara, il quale ha voto esprimere la propria soddisfazione per il risultato raggiunto. Nello stesso tempo ha voluto fare delle precisazioni di carattere storico sulla nascita e sull’utilizzo del Campo 78 durante i due conflitti mondiali che videro impegnata l’Italia.
«Il Campo di concentramento di Fonte d’Amore, negli anni tra il 1940 e il 1943 è stato un campo di concentramento italiano, amministrato secondo le direttive dell’allora governo fascista, sorvegliato dai Regi Carabinieri e dal Regio Esercito italiano», afferma Salzano, «i tedeschi occuparono il campo di Fonte d’Amore solo dopo l’8 settembre 1943 (la notte tra il 12 e il 13 settembre per la precisione) giorno in cui fu annunciato l’Armistizio di Cassibile siglato tra il Regno d’Italia e gli Alleati il 3 settembre 1943. È in seguito alla resa italiana, com’è oramai chiaramente noto anche grazie alla sterminata produzione storiografica e alla manualistica scolastica di riferimento, che i tedeschi occuparono ampi territori dell’Italia centro-meridionale, nel tentativo di contrastare la risalita delle forze Alleate». «In una prima fase, ciò determinò lo stallo del fronte sulla “Linea Gustav”, da Ortona a Cassino, per circa dieci mesi, da settembre a giugno del 1944», prosegue lo storico, «i tedeschi lasciarono il territorio di Sulmona e quindi il Campo di Fonte d'Amore l’8 giugno del 1944. Quindi dal mese di ottobre del 1940 al mese di settembre del 1943 l’amministrazione del campo e delle migliaia di prigionieri, Alleati e jugoslavi, è riconducibile esclusivamente al governo italiano». Nel corso del primo conflitto mondiale Salzano precisa che il Campo «fu in grado di accogliere diecimila prigionieri di guerra essendo Fonte d’Amore, in entrambe le Guerre mondiali, un Campo di concentramento per prigionieri di guerra, ovvero un campo per la custodia dei soldati e non dei civili». «Il “numero 78” fu assegnato al Campo di Fonte d'Amore nel corso della seconda guerra mondiale», conclude Salzano, «fino ad allora, come dimostra l’ampia documentazione prodotta dal Regio Esercito, la denominazione ufficiale di Fonte d’Amore fu “Campo di concentramento per prigionieri di guerra”». (c.l.)
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