Parrocchie in bolletta per il calo delle offerte

19 Maggio 2020

Don Luciano (Pianola): «Aiutiamo i poveri e paghiamo utenze, ma servono aiuti per la sanificazione»

L’AQUILA. Pochi fondi e molte esigenze a cui far fronte. Le parrocchie della diocesi sono in affanno a seguito della chiusura delle chiese per oltre due mesi a causa del Covid-19. A lanciare l’appello è il prete di Pianola, don Luciano Bacale Efua, che da ieri ha ripreso la piena attività della parrocchia. «Voglio ringraziare la comunità pianolese per l’attaccamento dimostrato nei giorni di emergenza appena trascorsi», spiega il parroco. «Siamo riusciti a mantenere sempre saldo il rapporto grazie a molti abitanti della frazione che, pur nel pieno rispetto delle regole, non hanno abbandonato la loro chiesa. Devo però constatare, con dolore, che tanti sono gli abitanti della nostra realtà in difficoltà. Persone che in questi giorni hanno bussato alla mia porta e che hanno sempre trovato aperto. Con i fondi della parrocchia ho pagato non solo le bollette della chiesa, ma anche quelle di chi ha perso il lavoro o di chi comunque non è riuscito a ottemperare alle scadenze. L’ho fatto con il cuore, secondo quello che ritengo sia il mio compito. Adesso, però, i fondi sono finiti, le nostre casse sono in rosso e alle parrocchie vengono richiesti molti adempimenti per poter riprendere la regolare attività».
La preoccupazione di don Luciano riguarda in primo luogo la sanificazione degli ambienti della chiesa. «Un’operazione che non si traduce semplicemente nella pulizia che quotidianamente fanno alcune donne del paese», spiega il parroco, «ma che richiede mezzi e prodotti particolari, oltre che un certo impegno economico. Un impegno a cui oggi non sappiamo come far fronte. Ne abbiamo discusso a lungo durante la settimana scorsa con i gruppi parrocchiali, analizzando a fondo la situazione, senza però trovare una soluzione». La preoccupazione del parroco è quella di non poter riaprire i battenti della chiesa. «In questi giorni abbiamo tenuto messe e cerimonie all’aperto», spiega. «In parte continueremo così, ma sarà importante poter tornare anche all’interno della nostra piccola chiesa. Il problema è che tra una messa e l’altra è prevista la sanificazione, che oggi non ci possiamo permettere. Per questo spero che il governo, così come si è giustamente occupato dei lavoratori autonomi e dei dipendenti e di tutte le altre categorie, pensi anche ai parroci e alle parrocchie che non hanno meno bisogno, ma di cui non si è neanche parlato».
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