Parte la demolizione dello stabile dove persero la vita due operai

20 Novembre 2021

Autorizzato dalla Procura l’abbattimento e il trasporto delle macerie in un deposito giudiziario L’incidente sul lavoro, costato la vita a Cristian Susanu e Dzevdet Uzeiri, risale al 13 marzo scorso  

SAN PIO DELLE CAMERE. Il 13 marzo scorso, nel centro storico di San Pio delle Camere, due operai, un romeno e un macedone, morirono per il crollo di un muro di un fabbricato dove stavano per cominciare le operazioni di demolizione di un aggregato seriamente danneggiato dal terremoto del 6 aprile del 2009.
chi erano
A perdere la vita furono Cristian Susanu, nato in Romania, 41 anni residente a Roio, e Dzevdet Uzeiri, macedone, 61 anni, residente a Castelnuovo (frazione di San Pio). Dopo 8 mesi la Procura (che ha aperto un’inchiesta nella quale ci sono anche degli indagati) ha autorizzato la demolizione e il trasporto delle macerie in un deposito giudiziario consentendo, così, di mettere in sicurezza l’area e riaprire due strade del paese che erano state chiuse. Il Comune di San Pio ha messo a punto il progetto di demolizione (in base a un’ordinanza del sindaco Pio Feneziani) che ora sarà finanziato con 115.000 euro dall’Ufficio speciale di Fossa.
l’ordinanza
Nell’ordinanza del sindaco si legge: «Il 13 marzo 2021, nel cantiere della ricostruzione privata nel centro storico di San Pio delle Camere, si è verificato un tragico incidente con il crollo parziale del fabbricato e la perdita di due vite umane tra i lavoratori dell’impresa affidataria; l’area di sedime del fabbricato e tutte le vie circostanti sono state poste sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Il 12 luglio 2021 sono state avviate le operazioni peritali alla presenza del consulente tecnico della Procura della Repubblica, dei consulenti degli indagati e relativi legali, del sindaco, dei vigili del fuoco, dei carabinieri della stazione di Barisciano e di personale del dipartimento di prevenzione Asl. Delle operazioni peritali è stato stilato il verbale dal quale risulta che i vigili del fuoco segnalano come la porzione di muratura nell’angolo Nord risulta venuto giù in un momento successivo al crollo iniziale. La situazione attuale del fabbricato è alquanto precaria e pertanto non è stato effettuato l’accesso all’interno dei locali. Anche all’esterno risultano porzioni pericolanti e potenzialmente a rischio crollo. Pertanto il sindaco ritiene di dover emettere un’ordinanza di messa in sicurezza tramite demolizione compatibilmente con le esigenze peritali del procedimento in corso e previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria. C’è anche la necessità di individuare un sito limitrofo all’area del crollo come deposito giudiziario per lo stoccaggio dei reperti da conservare».
le tappe della vicenda
Il 13 luglio il sindaco ha chiesto alla Procura l’autorizzazione a emettere l’ordinanza di demolizione e messa in sicurezza e, contestualmente, ai vigili del fuoco la disponibilità a eseguire la demolizione e la rimozione delle macerie. La Procura il 16 luglio ha autorizzato la messa in sicurezza previa comunicazione delle attività da compiere al consulente tecnico designato. I vigili del fuoco, però, il 15 settembre hanno comunicato che, per carenza di personale e mezzi, non avevano la possibilità di effettuare la messa in sicurezza tramite demolizione e rimozione macerie, in quanto impegnati per le ordinarie attività e in quelle di soccorso». Nell’ordinanza si sottolinea che «l’area sotto sequestro confina con gli aggregati edilizi che, perdurando la situazione di pericolo e di sequestro, di fatto, si trovano nell’impossibilità di procedere con i lavori di ricostruzione». Dunque è stato deciso di «predisporre un progetto di messa in sicurezza tramite demolizione e rimozione macerie per poter richiedere le somme all’Ufficio speciale quale anticipazione sul contributo di ricostruzione dell’aggregato» dove si è verificata la tragedia. Anticipazione concessa e quindi ora si potrà procedere. L’Usrc ha acquisito il progetto definitivo-esecutivo predisposto dal Comune di San Pio e ha assegnato 115.000 euro.