Parto in casa non riuscito Ancora grave la neonata

7 Aprile 2019

La responsabile della struttura di Raiano: «Tutto è stato fatto in modo corretto Ma al momento l’unica cosa che conta è che la piccola riesca a salvarsi»

SULMONA. Restano gravi le condizioni della neonata salvata dai medici dell’ospedale di Sulmona dopo un parto difficile con il travaglio iniziato in una casa maternità di Raiano. I medici del reparto di neonatologia dell’Aquila dove la bimba si trova attualmente ricoverato, stanno costantemente monitorando i parametri clinici proprio per la delicatezza della situazione. La piccola infatti subito dopo essere venuta alla luce è rimasta in apnea per diversi minuti. Un periodo piuttosto lungo, tanto da far temere possibili conseguenze per lo stato di salute della piccola le cui condizioni restano gravi ma comunque stazionarie.
«In questo momento l’unica cosa che conta è che la bimba si salvi e che possa tornare presto ad abbracciare i suoi genitori». A parlare è Federica Sisani, responsabile della casa maternità di Raiano dove la puerpera si era rivolta per essere accompagnata nel travaglio e quindi in ospedale a Sulmona per far nascere la piccola. L’ostetrica conferma che il battito del feto era regolare ma che a un certo punto ha notato che il colore del liquido amniotico era diventato più scuro. «E la prima cosa che ho fatto è stata quella di avvisare il Punto nascita di Sulmona che eravamo in arrivo in ospedale e che c’era questo problema. Tant’è che la piccola è nata in pochi minuti. Io faccio questo mestiere da 15 anni e il fatto di prendermi queste responsabilità vuol dire che lo faccio con competenza e coscienza. In questo momento, ripeto, l’unica cosa che conta è che la piccola torni a casa, poi il resto si vedrà con calma».
Intanto l’ostetrica aquilana Martina Chiaravalle, collega della Sisani, ha tenuto a precisare che già da un mese non lavora più nella struttura di Raiano alla quale non è stato ancora chiarito se la donna, originaria del teramano, si era affidata per farsi accompagnare solo nel travaglio o anche per partorire. Ed è proprio su questo aspetto delle vicenda che si sta muovendo il Tribunale per i diritti del malato che attraverso la responsabile, l’avvocato Catia Puglielli, ha confermato di aver chiesto alla Procura di accertare come si siano svolti i fatti e, nell’eventualità, se la donna si sia avvalsa per partorire di una casa maternità e se siano state adottate tutte le misure volte a garantire sicurezza sia alla mamma che alla neonata.
Già dalla prossima settimana la Procura di Sulmona potrebbe richiedere le cartelle cliniche e cominciare a sentire i diversi protagonisti della vicenda. Anche perché sembrerebbe che la mamma della piccola abbia già dichiarato a medici e ostetriche che all’ospedale dell’Annunziata l’hanno assistita durante il parto che non era nelle sue intenzioni far nascere la piccola in ospedale.
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