Partono 316 nuovi cantieri Uffici col rebus personale

1 Luglio 2015

L’annuncio del sindaco: «A Natale 2017 potremo tornare sotto i Portici» Soldi anche alle frazioni, si lavora per migliorare il testo della legge

L’AQUILA. Partono 316 cantieri, e non c’è soltanto il centro storico ma anche le frazioni, tra le quali Onna e Paganica, due tra le più colpite. L’undicesimo elenco finalmente è riempito di soldi e non è più un libro dei sogni. Il sindaco Massimo Cialente, l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano e il responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione Raniero Fabrizi danno l’annuncio degli 802 milioni della delibera Cipe 22/2015, la cui metà (422 milioni circa) può essere impiegata subito essendo stato completato il periglioso cammino dei progetti. A fronte di questi numeri il sindaco è tornato a fare previsioni di ricostruzione del centro storico lanciando l’obiettivo di Natale 2017 «per rientrare sotto i Portici». E già si pensa al dodicesimo elenco. Il premier Renzi adesso può venire, sostiene il sindaco, «visto che questo governo va ringraziato perché, in barba ai gufi, i soldi li ha messi e adesso ci sono».

Ma i problemi non sono tutti risolti. A partire da quelli legati alla disponibilità del personale che deve esaminare le pratiche per la ricostruzione. La partita relativa ai lavoratori di Abruzzo Engineering è sempre aperta e va avanti di proroga in proroga. Se non ci sarà la conferma dell’assegnazione al Comune delle 23 unità destinate a occuparsi di ricostruzione la macchina rischia d’incepparsi di nuovo, nonostante la disponibilità dei fondi. La richiesta di personale da parte del Comune è continua e costante ma le risposte non arrivano.

Gli annunci di Cialente hanno oscurato il vertice, annunciato da giorni, al quale ha preso parte, tra gli altri, anche la senatrice Ncd Federica Chiavaroli, relatrice in parlamento del testo che riguarda L’Aquila. All’incontro hanno partecipato anche il vicesindaco Nicola Trifuoggi, gli assessori Pietro Di Stefano, Maurizio Capri e Betty Leone, il consigliere comunale Giorgio De Matteis e la senatrice Stefania Pezzopane.

«Ringrazio la senatrice Chiavaroli», ha dichiarato il sindaco Cialente, «per la sensibilità istituzionale dimostrata nel voler incontrare la giunta, in vista del suo impegno di relatrice su un decreto decisivo per il futuro della ricostruzione. Si è trattato di un incontro proficuo, durante il quale abbiamo ribadito le criticità presentate dal decreto e la necessità, in sede di conversione in legge, di emendare il testo riprendendo i punti essenziali che erano inseriti nella proposta a firma della senatrice Pezzopane. Sono molteplici gli aspetti sui quali è necessario intervenire con degli emendamenti. In particolare, insieme con gli assessori, abbiamo sottolineato i nodi fondamentali, costituiti dalla questione della white list, che va reinserita nel testo, a salvaguardia della legalità e a tutela da infiltrazioni di tipo malavitoso nella ricostruzione. Vi è poi la norma che riguarda le figure del progettista, del direttore dei lavori e dei collaudatori, in merito all’incompatibilità con forme di collaborazione, nei tre anni precedenti e nei tre successivi, con la ditta esecutrice dei lavori. Una clausola che, evidentemente, taglia fuori le ditte aquilane. Altro punto critico è costituito dall’individuazione del soggetto attuatore in quegli aggregati edilizi, e nel centro storico sono moltissimi, che vedono insieme porzioni di fabbricato di proprietà privata e altre di proprietà della Curia, dal momento che va assicurato il diritto dei proprietari a potersi esprimere sul progetto, anche quando il soggetto attuatore è diverso. Vi è poi», ha proseguito Cialente, «il problema del personale, impiegato nella ricostruzione, in servizio al Comune e nell’Ufficio speciale. Occorre infatti, per non determinare una paralisi amministrativa e organizzativa, che, da una parte, vengano garantiti gli attuali livelli occupazionali, anche in riferimento al personale a tempo determinato, e dall’altro che si possa procedere con nuove assunzioni, dal momento che abbiamo risorse umane assolutamente inadeguate alla mole di lavoro. Un altro punto cardine è rappresentato dalla nomina dei coordinatori degli Uffici speciali, che andrebbe a escludere gli enti locali e a riportare la scelta esclusivamente in capo al governo. Abbiamo, infine, ribadito la necessità di una norma per definire gli aspetti relativi al passaggio di proprietà ai Comuni in riferimento al meccanismo della sostituzione edilizia. Su questi punti, riguardanti aspetti normativi e procedurali», ha proseguito Cialente, «è necessario emendare il testo».©RIPRODUZIONE RISERVATA