Partorisce in auto sulla superstrada del Liri
Corsa da Luco all’ospedale di Avezzano per una coppia. Neonata e madre soccorse, stanno bene
AVEZZANO. È nata sul sedile posteriore della macchina, sulla superstrada del Liri, a pochi chilometri dall’ospedale di Avezzano. È la quarta figlia di una mamma di origine magrebina.
La donna e suo marito risiedono da 17 anni a Luco, dove l’uomo ha un’attività commerciale. Ieri verso mezzogiorno la donna ha avuto le doglie.
Il tempo di avvertire il marito, di salire in macchina e in tutta fretta partire raggiungere l’ospedale. Durante il viaggio i dolori sono diventati molto forti. L’uomo freneticamente ha poggiato l’acceleratore a tavoletta.
Ma a un tratto ha sentito il vagito. Ha accostato la macchina e si fermato sulla corsia di emergenza. La bimba era in braccio alla mamma.
L’uomo per qualche attimo si è smarrito, ma la moglie lo ha rassicurato: «Puoi riprendere il viaggio, sto bene, la bambina ha pianto. E non andare troppo forte».
Se non proprio con calma, comunque senza eccessiva fretta sono giunti al pronto soccorso dell’ospedale.
«Quando sono sceso con l’ostetrica», racconta il dottor Cosimo Di Berardino, «la neonata era in braccio alla mamma: entrambe stavano benissimo. Abbiano tagliato il cordone ombelicale. Poi abbiamo affidato la bimba alla puericultrice, mentre la mamma l’abbiamo condotta nel reparto. Tutto senza alcun problema».
«Forse il più provato di tutti ci è sembrato il papà della bimba», aggiunge il medico, «ma si è rassicurato subito quando gli abbiamo spiegato che tutto era andato per il verso giusto».
La bimba pesa 3 chili e mezzo ed è alta 50 centimetri. È stata chiamata Israe, che in arabo significa “lungo viaggio”. Ha avuto fretta di venire alla luce e il suo nome che, evidentemente evoca viaggi profetici, le sarà di sicuro augurio per la lunghissima avventura della vita.
La neonata è stata festeggiata dagli operatori sanitari del reparto di ostetricia diretto dal primario Giuseppe Ruggeri. L’ennesimo miracolo della natura si è compiuto e il lieto fine è stato assicurato, come avviene in una delle classiche favole di Natale.
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