Pascoli, respinto ricorso del Centro turistico
Assergi, il pronunciamento del giudice spiana la strada alla gestione da parte degli Usi civici
L’AQUILA. Da qualche anno sembrava che i rapporti fra il Centro turistico Gran Sasso spa (controllato al 100 per cento dal Comune dell’Aquila) e l’amministrazione separata dei Beni di uso civico di Assergi fossero tornati sereni e collaborativi. E invece il fuoco covava sotto la cenere.
Lo scontro, finito in tribunale, è sullo sfruttamento dei pascoli sul Gran Sasso, pascoli che di recente sono stati anche al centro di polemiche e indagini giudiziarie. In questo caso il “penale” non c’entra. La notizia è che il giudice ordinario ha respinto il ricorso del Centro turistico Gran Sasso (Ctgs) con il quale il Ctgs chiedeva che «l’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Assergi (Asbuc) sospendesse immediatamente l’assegnazione a qualsivoglia titolo dei terreni di proprietà e nel possesso esclusivo del Ctgs spa, astenendosi da ogni attività di disposizione degli stessi che possa mettere in pericolo la situazione di fatto esistente e i diritti del Ctgs che è pieno, legittimo ed esclusivo proprietario e possessore del comprensorio pascolativo di oltre 1.701 ettari».
Per districarsi nella questione bisogna per forza di cose semplificare. Il Ctgs nel 1999 acquista i 1.700 ettari di pascoli da privati che li detenevano. Gli usi civici di Assergi tentano di opporsi affermando di avere il diritto di prelazione. Passano anni di polemiche poi la cosa viene chiarita. La proprietà resta al Centro Turistico il quale nel 2019 stipula una convenzione con l’amministrazione per gli Usi civici di Paganica e San Gregorio che così può gestire l’assegnazione dei pascoli pagando un affitto al proprietario dei terreni, cioè al Centro turistico Gran Sasso.
Questa gestione “esclusiva” non piace ad Assergi che rivendica a se la possibilità di “sfruttare” almeno il 50 per cento di quei pascoli in base a una sottile questione giuridica fra uso utile (o fida pascolo riservata alle aziende agricole locali) e uso essenziale. Assergi rivendicando la “fida” concede a sua volta “pezzi” di pascolo. Da qui il ricorso del Centro turistico che però è stato respinto dal giudice. Il pronunciamento significa che anche Assergi può disporre di quei pascoli? Sembrerebbe di sì ma la questione è un po’ più complessa e sicuramente ci sarà un seguito legale.
A commento della decisione del tribunale l’Asbuc di Assergi ha diffuso ieri un comunicato di fuoco che si conclude così: «Riteniamo sia necessario e urgente che il Centro turistico Gran Sasso modifichi radicalmente il suo comportamento e provveda, in via del tutto prioritaria, ad adempiere alle sue obbligazioni economiche e contrattuali che ha assunto con l’Amministrazione separata di Assergi e a risolvere le occupazioni abusive relative, soprattutto, all’Hotel Cristallo, all’Ostello Campo Imperatore e all’Hotel Campo Imperatore». (g.p.)
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