Passa il bilancio, niente commissario

Ancora mal di pancia a sinistra, Perilli: «Tutte le opere del Masterplan vanno discusse nei consigli comunali»
L’AQUILA. Era già tutto previsto. E così, all’una di ieri mattina, il consiglio comunale ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione 2016. Un bilancio a zero, come ha più volte rimarcato l’assessore Giovanni Cocciante, uno strumento tecnico quasi vuoto adottato in zona Cesarini, ma che ha evitato il commissariamento dell’ente. La maggioranza, lunedì sera, era tutta schierata sui banchi per evitare altre sorprese, dopo la sortita di Sinistra italiana e Rifondazione comunista che avevano annunciato l’astensione. Ed è esattamente così che si sono comportati in aula Giustino Masciocco e Enrico Perilli.
A ripristinare i capitoli azzerati ci dovrebbe pensare il governo, che dopo intensa contrattazione ha assicurato l’arrivo di 16 milioni di euro attraverso una norma da inserire nel decreto enti locali, che dovrebbe essere varato a giugno. A quel punto si potrà procedere con una variazione di bilancio e reinserire i soldi per i capitoli “massacrati” dalla scure dei tagli lineari.
Certo, se i soldi non dovessero arrivare, si aprirebbero scenari da incubo. A oggi, oltre alle rassicurazioni verbali e a una lettera di intenti, di concreto c’è ancora nulla. Il problema, per la coalizione di centrosinistra, ora si trasferisce tutto sul piano politico.
Da un lato i consiglieri Masciocco e Perilli, che rivendicano autonomia di pensiero e di voto, che non se la sono sentita di votare un bilancio come quello varato ieri notte, dall’altro Cialente, lapidario: «O c’è un patto, o anch’io potrei sentirmi libero».
Nel mezzo gli assessori Betty Leone e Fabio Pelini. Ieri mattina, a mezzogiorno, si è riunita la giunta, ma in quel contesto non sarebbero state prese decisioni, rinviate alla riunione di maggioranza convocata per domani con i segretari dei partiti e i capigruppo.
«In vista della riunione», ha detto Enrico Perilli, «ribadiamo che ci piacerebbe tornare al centrosinistra delle origini, e l’astensione di ieri di Padovani può essere un segnale da cogliere. Ribadiamo, inoltre, che tutte le opere presenti nel Masterplan devono essere discusse nei consigli comunali».
Angela Baglioni
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