Passacantando: queste strutture rischiano di diventare cattedrali nel deserto

«Le strutture sportive in via di completamento dopo il sisma del 2009, rischiano di diventare cattedrali nel deserto. A cominciare dal PalaJapan». Antonello Passacantando (nella foto), una delle...
«Le strutture sportive in via di completamento dopo il sisma del 2009, rischiano di diventare cattedrali nel deserto. A cominciare dal PalaJapan». Antonello Passacantando (nella foto), una delle massime autorità a livello sportivo cittadino, e non solo, ricopre la carica di presidente nazionale dei coordinatori di attività sportive nelle scuole. Nel 1998 ha portato in ritiro la Nazionale di fondo sulla Piana delle Fontari e di recente i Campionati studenteschi nazionali di sci. Ed è stato il promotore del rinnovato impianto di atletica a piazza d’Armi, oltre ad avere lanciato l’idea di dedicare la struttura al compianto Isaia Di Cesare. È componente del cda di Verdeaqua. «Lo sport è arrivato a livelli professionali così alti, che non sono più permesse improvvisazioni. Non si diventa esperti di sport giocando a calcetto o a tennis. Oggi lo sport si studia a livello dirigenziale, con leggi, normative, circolari», sottolinea Passacantando, «e non tutti sanno come gestire gli impianti. Gestire, ad esempio, una struttura come il PalaJapan oppure il PalaOvidio, per una società piccola come quelle aquilane, è impossibile. Ma resto perplesso di come sia stato realizzato un impianto, come il PalaJapan, da 12 milioni di euro e solo 1.000 posti. A Firenze, in project financing, ne hanno inaugurato uno da 8 milioni, ma con 3.000 posti e accanto un palestrone – come si usa oggi – per il riscaldamento degli atleti e per eventi minori da 600 posti a sedere. I politici, gli amministratori, da noi sono abituati a non coinvolgere chi ha specifiche competenze, soprattutto nel settore sportivo. Troppe strutture?», conclude Passacantando. «A Paganica la palestra è chiusa da due anni. Per il PalaOvidio quanto ci vorrà? Hanno inaugurato la “nuova” palestra dell’Ipias: non era idonea aprima e non lo è adesso, dopo avere speso 1,2 milioni di euro. Se ne costruivano una ex-novo veniva un gioiello». (v.p.)

