Passione moto e velocità: così Micochero è re d’Italia

5 Ottobre 2023

Sogno coronato, all’autodromo Simoncelli arriva il titolo nel Trofeo Rr Cup 1000 «Da piccolo giocavo a calcio, poi sono salito in sella anche se papà non voleva»

SULMONA. Il motociclista sulmonese Christian Micochero si è laureato campione italiano nel Trofeo Rr Cup 1000. Il successo è stato ottenuto nello scorso weekend all’autodromo internazionale Marco Simoncelli di Misano Adriatico. Un trionfo inseguito da anni dal centauro del Motoclub Abruzzo di Sulmona, caratterizzato da un triplete: pole position e doppia vittoria per distacco, sia nella gara sprint di sabato che in quella di domenica. Con una partenza fulminea e un primo giro strepitoso, Micochero è riuscito a transitare sul traguardo con più di un secondo di vantaggio sul gruppo compatto degli inseguitori, e da lì costruiva la vittoria, così come nella gara della domenica, non dando scampo agli avversari. «Avevo l’obiettivo di vincere», commenta Micochero, 32 anni, «ma non era facile per via di una classifica abbastanza corta, con un punto di vantaggio sul secondo e sei sul terzo. Dopo aver fatto la pole position in qualifica, sono riuscito a vincere la gara di sabato, con tre secondi di distacco. Mi sono ripetuto domenica, portando a casa il tricolore».
Una stagione da protagonista per lui, la migliore in assoluto da quando gareggia a livello nazionale. Micochero è stato anche spettatore di una tragedia nella gara d’esordio, ad aprile, sempre a Misano, dove ha perso la vita Fabrizio Giraudo, pilota 46enne della provincia di Cuneo. Quella gara venne annullata, poi con la sua Yamaha R1 ci sono stati il primo posto all’autodromo di Vallelunga, il terzo al Mugello, il quinto a Cremona, il secondo al Mugello e, infine, la doppia vittoria di sabato e domenica scorsi a Misano, che ha sancito il titolo italiano.
«Erano molti anni che cercavo di inseguire questo titolo», prosegue, «ma per sfortuna e per problemi meccanici alla moto, ho dovuto rinunciare al successo, pur andandoci sempre vicino. Quest’anno, invece, è andato tutto bene con la moto che non ha dato mai problemi. Mi sono giocato il podio in tutte le gare, e molte volte il primo posto. Ciò mi ha permesso di ottenere punti sufficienti per vincere il campionato».
L’ultima avventura del campionato è stata seguita da molti sostenitori che hanno affrontato la trasferte riminese in pullman. Al termine grandi festeggiamenti, alla presenza di parenti e amici, unitamente a tutto il team. A complimentarsi con Micochero anche il sindaco Gianfranco Di Piero: «Sono contento ed esprimo congratulazioni a Christian. La vittoria del nostro concittadino tiene alto l’onore che Sulmona può vantare nello sport».
La sua passione per le due ruote è nata sin da piccolo. «Seguivo sempre le gare del MotoGp», ricorda, «i miei genitori mi regalarono una minimoto, e da lì ho iniziato per gioco. Erano i primi anni del duemila e, con il passare del tempo, mi accorgevo di essere sempre più competitivo. Per quattro anni ho partecipato al campionato italiano di minimoto, raggiungendo anche il terzo posto, e correndo con piloti che poi sono arrivati al mondiale, come Marco Bezzecchi e Franco Morbidelli. Poi a 17 anni ho iniziato a correre nella classe 600, disputando il Trofeo Bridgestone, arrivando sempre tra le prime cinque posizioni, mentre dal 2015 sono passato alla classe 1000, partecipando alla Dunlop Cup ed alla Superior Cup, attuale RR Cup».
Di strada ne ha fatta tanta Christian Micochero, cresciuto grazie al suo maestro Corrado Tuzii, ex pilota del motomondiale 500.
«Riesce a darmi sempre una grossa mano, soprattutto dal punto di vista mentale, perché svolge anche la funzione di psicologo che in questo sport è fondamentale», spiega, «con le sue enormi capacità, Corrado è in grado di farmi stare tranquillo prima di ogni gara. I suoi consigli, non solo tecnici, sono preziosi per fare bene in ogni momento. Ringrazio anche gli altri componenti del team, mio fratello Marco, Antonio Bolino, ed il preparatore atletico Giulio Perpetuo; prezioso il suo lavoro soprattutto nelle gare estive perché c’è bisogno di tanto fiato e molta resistenza».
Al suo seguito ci sono sempre la mamma Sonia e il papà Ernesto. «Il sostegno della famiglia è importante», dice, «per portare avanti la mia passione. Senza moto non riesco a stare».
Christian ha avuto anche «l’interesse per il calcio», giocando in alcune squadre dilettantistiche, poi «la scelta di praticare soltanto il motociclismo». «Mio padre all’inizio era contrario», racconta, «perché non nascondo che è uno sport pericoloso, tant’è che quando viene a seguirmi, non guarda mai la gara ma sente solo la voce dello speaker». Ha una compagna, Valentina Cutrone, ed è papà di due bambini, Alessia di 6 anni e Riccardo di 2, Micochero affronta molti sacrifici ogni anno per conciliare gli impegni sportivi e familiari, e soprattutto per reperire le risorse, trattandosi di una disciplina molto costosa.
«Solo per allestire una moto ci vogliono quasi 70mila euro», spiega, «i costi sono molto elevati per le trasferte, che costringono a stare fuori cinque giorni. Essendo la mia una conduzione a livello familiare, il budget a disposizione è quindi limitato rispetto ad altre squadre. Per queste ragioni, dunque, vincere un campionato ha una doppia soddisfazione».
La passione per questo sport è ormai diventato il suo lavoro, in quanto da alcuni mesi ha aperto anche un'officina di moto ed è «un posto dove ogni giorno mi sento a casa». Ora dopo un periodo di meritato riposo, le attenzioni saranno subito concentrate alla prossima stagione. Il centauro sulmonese dovrà decidere se continuare con la Yamaha o passare alla moto Bmw. «Dobbiamo ancora stabilire che campionato fare», conclude, «c’è tempo per decidere perché la stagione partirà a marzo 2024. Faremo attente valutazioni per non sbagliare e cercare di andare nella giusta direzione. Voglio continuare a essere competitivo e, chissà, provare a vincere il titolo italiano anche l’anno prossimo».
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