Pasti, caffè e aperitivi all’aperto per aggirare l’ostacolo Green pass

I commercianti si sono comunque organizzati con applicazioni e cartellonistica per informare i clienti Rossi (Confesercenti): «Il problema vero è quello del controllo che viene scaricato sui gestori di locali»
SULMONA. Non sta creando problemi, almeno per ora, l’obbligo del Green pass per accedere a bar e ristoranti al chiuso. I commercianti di Sulmona, già nei giorni scorsi, avevano annunciato di essersi organizzati con app e cartellonistica per informare i clienti anche se, per il momento, la maggior parte delle persone opta per consumare caffè, pizza o primi piatti all’aperto.
«Personalmente sono stato in locali all’aperto e il Green pass non mi è stato chiesto», ha spiegato Antonio Cinque, responsabile dell’associazione Sulmona Fa Centro. «Ho visto che la maggior parte dei clienti opta per questa soluzione e non ho riscontrato problemi o proteste da parte dei commercianti. Anche nelle scorse settimane tutti hanno rispettato alla lettera le norme vigenti. Va detto però che a luglio, a parte nei weekend, non c’è stato assolutamente il movimento registrato lo scorso anno. Ora speriamo che ad agosto, nel pieno delle fiere, le cose possano cambiare. In ogni caso non credo che l’obbligo del Green pass possa creare problemi, anche perché la maggior parte degli esercenti cerca di utilizzare il più possibile gli spazi all’aperto. Vedremo poi cosa accadrà in autunno».
Come buona parte delle città abruzzesi, anche Sulmona ha dato la possibilità ai proprietari delle attività commerciali di usufruire di più spazio all’aperto per tavoli e sedie. Questo ha consentito a molti bar e ristoranti di ampliare la propria “zona” e di offrire a più clienti la possibilità di pranzare o cenare all’aperto.
Per il presidente di Ascom Fidi e Ascom Servizi Claudio Mariotti, a fare la differenza è proprio la popolazione fornita di Green pass e attenta alle regole. «Fino ad ora non ci sono pervenute indicazioni negative da parte dei nostri associati», ha sottolineato il presidente Mariotti. «Nella stragrande maggioranza le persone che si siedono nei bar e nei ristoranti della città o che frequentano le altre attività sono fornite di Green pass e sanno quando e come usarlo. In questi ultimi giorni, tra l’altro, stiamo registrando un buon flusso di turisti, certamente non è quello della stagione passata, però un po’ di gente nuova si vede e questo sicuramente incoraggia anche i commercianti. Speriamo che la situazione possa migliorare ulteriormente nel corso di questo mese».
Il Green pass dev’essere esibito se si sceglie di fare colazione o pranzare o cenare all’interno di un locale, ma anche se si entra in un cinema o in un teatro. Non serve, invece, se si vuole prendere un caffè al bancone o se si vuole consumare un pasto seduti nello spazio allestito all’esterno di un locale. Per il direttore di Confesercenti provinciale, Carlo Rossi, «il problema del Green pass è la verifica. Abbiamo capito le modalità per le quali è stato istituito, ne comprendiamo gli obiettivi che sono comuni in parte a quelli delle stragrande maggioranza delle aziende e cioè evitare nuove chiusure. Non è accettabile, però, che tutte le responsabilità vengano scaricate sui gestori e sui titolari delle attività in questione. Un commerciante, oltre a tutte le incombenze che deve assolvere, non può anche dover controllare se un cliente è in possesso o meno della certificazione (Green pass). Il governo centrale, a nostro avviso, dovrà studiare una soluzione alternativa per rendere meno complicata la vita a chi fa già salti mortali per portare avanti la sua attività lavorativa».

