Pasti preparati a casa: le scuole dettano le regole

20 Ottobre 2018

Anche l’istituto Ovidio “invita” i genitori a rispettare le prescrizioni E dall’amministrazione comunale continua il silenzio sull’attivazione del servizio

SULMONA. Come se non bastassero le disposizioni sui panini forzati, le palestre chiuse e le mense che non partono, continuano le circolari alle famiglie delle varie scuole sulmonesi. Questa volta le disposizioni sui pranzi da fare in aula le fissa nero su bianco anche l’istituto comprensivo Ovidio che fa propria la circolare numero 15 del ministero dell’Istruzione.
Nel documento si invitano i genitori a rispettare tutta una serie di prescrizioni nella preparazione dei pasti da realizzare a casa e nelle modalità di consumo da parte dei bambini. Una sorta di manuale del “piccolo robot”, cioè rivolto a bambini che non devono scambiarsi il cibo coi loro compagni «per evitare eventuali contaminazioni» o che devono mangiarlo già porzionato su banchi separati e protetti da una tovaglietta.
Una proiezione della realtà tanto lontana da come poi i bambini si comportano di solito da spingere la dirigente Gabriella Di Mascio a declinare ogni responsabilità per la scuola.
«La preparazione, il trasporto, la qualità, le condizioni igieniche e la conservabilità dei cibi, come anche il loro apporto nutrizionale, rientrano nelle competenze e responsabilità esclusive dei genitori», si legge nella comunicazione alle famiglie. «Pertanto l’istituto è sollevato da ogni e qualsiasi responsabilità relativa a preparazione, introduzione, conservazione e consumazione del pasto domestico nonché alla qualità degli alimenti introdotti a scuola».
Come se non bastasse si va anche oltre con le direttive sulla modalità di preparazione dei cibi.
«Il pasto portato da casa va conservato a temperature idonee ad evitare contaminazioni e deterioramento e quindi il cibo non deve essere di quello che va conservato a basse temperature o che va riscaldato», continua la circolare, «i cibi dovranno essere porzionati o porzionabili dal minore e serviti esclusivamente in contenitori infrangibili e con tovagliette, per non sporcare i banchi, che poi vanno riportate a casa in contenitori ermetici e non lavati».
Le regole da “caserma” continuano con gli orari: il pasto dovrà essere fornito ai ragazzi prima di entrare a scuola, non durante le lezioni, né prima del pranzo stesso.
E, infine, le disposizioni e i divieti sulla condivisione dei cibi.
«Si chiede a tutti i genitori», continua la preside, «di istruire adeguatamente i rispettivi figli, vietando loro di condividere il proprio cibo con i compagni o di assaggiare cibo altrui, al fine di evitare conflitti di responsabilità, eventuali contaminazioni e potenziali problemi di salute in ordine alle intolleranze alimentari e alle allergie».
Tutte regole che nei giorni scorsi hanno portato i genitori degli alunni di altre scuole a protestare pacificamente andando a riperdere i loro figli e facendogli saltare in blocco il rientro pomeridiano, così da fa scattare la “protesta del panino”. Ovvero la protesta contro la dieta obbligata dei soli cibi secchi da portare in aula, badando bene a non mettere negli zaini frutta e verdura.
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